Caso ‘bollette pazze’, Scafati 5 Stelle: “il sindaco Aliberti rispetti l’impegno preso con la rete dei sindaci”

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No GoriLo scorso 30 Giugno l’entrata del Comune di Scafati nella Rete dei Sindaci sembrava rappresentare la svolta decisiva verso un servizio idrico finalmente libero dalle privatizzazioni; purtroppo il nuovo caso bollette pazze scoppiato nelle ultime settimane ha portato ancora una volta scompiglio e gli scafatesi sono nuovamente ‘con l’acqua alla gola’.

L’associazione Scafati 5 Stelle ed i suoi attivisti (Ivan Piedepalumpo, Anna Grazia di Capua, Eugenio Panella, Maria Rosaria Pricolo, Gennaro Acanfora, Luigi Gilardi e Filomena Gilardi) si battono da tempo sulla questione dell’acqua pubblica chiedendo di dar voce all’esito referendario del 2011. Gli attivisti pentastellati dopo un’attenta analisi degli avvenimenti delle ultime settimane puntano il dito contro il sindaco Pasquale Aliberti, che nonostante abbia aderito alla Rete dei Sindaci, non ha ancora partecipato a nessuno degli incontri messi in campo da questo organismo per contrastare le società che privatizzano le risorse idriche sul nostro territorio.

“La nostra battaglia per far sì che Scafati si inserisse finalmente alla rete dei sindaci dell’Ato3 veniva approvata a Giugno, ma da allora il Comune di Scafati sembra aver totalmente ignorato l’impegno preso in questo frangente. Ora che le bollette della Gori pongono nuovamente sotto i riflettori la questione dell’acqua, il sindaco ha convocato nella nostra città i sindaci di ben 18 comuni per chiedere la sospensione della delibera commissariale n.43 del 30/06/14, delibera che prevede il pagamento illegittimo delle partite pregresse ante 2012, che però non è una misura efficace a scongiurare definitivamente queste misure vessatorie a danno degli utenti. La strada da percorrere, così come prospettato anche dal documento tecnico prodotto dalla rete dei sindaci, è quella di cancellare definitivamente il commissariamento degli Ato dotato di poteri straordinari in mano ad un’unica persona (Carlo Sarro) e privo di un effettivo controllo democratico e impugnare le delibere commissariali come fatto già da altri comuni.

Sollecitiamo dunque il sindaco Aliberti a farsi promotore di questa linea politica forte e decisa insieme agli altri primi cittadini per dimostrare realmente di voler riportare finalmente la gestione dell’acqua in mano ai Comuni e agli Enti d’ambito in mano totalmente pubblica. Lo invitiamo pertanto a partecipare già il prossimo 5 novembre al prossimo incontro della rete dei sindaci a Castellammare per soffermarsi su questi punti fondamentali”.

Raffaele Cirillo

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