Camorra e sicurezza, botta e risposto al veleno tra Pd e sindaco Aliberti

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comunescafati1gSi infiamma il dibattito politico su temi dell’emergenza sicurezza e criminalità a Scafati, dopo l’esplosione di due bombe nel giro di pochi giorni sul territorio scafatese. Di seguito la nota del Pd a cui ha replicato prontamente il primo cittadino Aliberti.

Scafati vive una situazione sociale, politica e amministrativa vergognosa, trascinata nel fango da un’Amministrazione e da un Sindaco che senza più alcuna dignità hanno come unico scopo: il potere per il potere, e a qualsiasi costo. I patti con il “diavolo” per coltivare penose e meschine ambizioni personali non si contano più, anzi: ormai è il “diavolo” che ha lo scrupolo di essere accostato alla persona di Aliberti.
Quest’ultimo con un “candore” imbarazzante:
– afferma che le marce per la legalità sono una buffonata perché ciò che conta è che lui “schifa la camorra, soprattutto quella dei colletti bianchi”. Sarebbe interessante, a tal proposito, sapere se il Sindaco è tra quelli che crede che le bombe che esplodono in serie siano soltanto dei tric trac di qualche buontempone; ancora più utile sarebbe comprendere se Aliberti è consapevole che ogni bomba che esplode è un attacco al vivere civile di tutta la città e non a una parte politica; se è conscio che per la camorra la conquista del territorio e l’intimidazione sistematica hanno come obiettivo principale il controllo degli appalti pubblici e degli investimenti privati, grazie alla regia dei “colletti bianchi” che a parole dice di schifare.
– in Consiglio comunale accusa un consigliere di opposizione, avv. Mario Santocchio, di essere citato in un libro dedicato al gruppo criminale dei Casalesi. Solo che il consigliere, a sua volta, gli ricorda che la sua designazione a candidato Sindaco nel 2008 per il centro-destra sarebbe stata decisa proprio dai Casalesi in un presunto incontro tenutosi a San Pietro. Nasce, pertanto, spontanea una domanda: cambia qualcosa per la dignità politica di Aliberti e soprattutto per Scafati se a essere colluso con i Casalesi sia stato direttamente lui o quello che è stato il suo braccio destro fino al 2010?
– non pago delle sue sciocchezze scrive in questi giorni una lettera delirante al Prefetto di Salerno, nella quale, tra l’altro, parla della vicenda del centro polivalente di San Pietro affermando di aver “…provveduto alla confisca di un manufatto abusivo che i miei predecessori, di diverso colore politico, avevano consentito si edificasse su un terreno già espropriato per pubblica utilità, ad opera di un noto delinquente, tale Nappo affiliato al clan di Matrone detto ‘Franchino a belva’…”, prontamente arriva la risposta della famiglia Nappo, la quale ricorda ad Aliberti che non si è trattata di una confisca e che, soprattutto, la famiglia Nappo è stata ed è una sua sostenitrice tanto che per le sue campagne elettorali gli ha messo a disposizione i locali di famiglia. Anche in questo caso nasce spontanea una domanda: Aliberti ha organizzato la sue campagne elettorali presso i locali di uno che lui steso ha definito “un noto delinquente, tale Nappo affiliato al clan di Matrone detto ‘Franchino a belva’”? Ha provveduto a informarne il Prefetto?

Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti in risposta alle fantasiose ma gravi accuse del Pd: “La lotta alla camorra e la battaglia per la legalità si portano avanti con azioni concrete. La marcia ‘politica’ da loro organizzata non è servita a liberarli dai peccati e dagli scempi che hanno causato in questa Città con la loro gestione della cosa pubblica! Le bombe esplose nelle attività commerciali, tra le quali quella del sig. Nappo, quelle nell’auto di qualche delinquente locale e a casa della famiglia del consigliere D’Alessandro mi preoccupano, ma non solo, dimentica il PD di citare altri eventi che interessano il vivere civile della nostra città, che forse non sono di loro interesse ma  di mio sicuramente si, ed è per questo ho scritto al Prefetto per la convocazione del Comitato ordine pubblico e sicurezza e chiesto più volte l’elevazione della Tenenza dei Carabinieri in Compagnia.

Premesso questo,voglio ricordare agli smemorati del Pd che: 

Quando la camorra imperava in questa Città, io la combattevo da giornalista anche in modo feroce e ricordo esattamente chi erano i protagonisti.

 Non ho mai negato il mio rapporto politico con Nicola Cosentino, all’epoca coordinatore regionale di FI con il quale ho avuto sempre, come ho detto più volte, rapporti fondati sul rispetto istituzionale come è normale che sia in ragione del ruolo politico che ciascuno ricopre in quel dato momento.

Non sono mai stato coinvolto nei decreti di scioglimento per camorra dei Consigli Comunali di Scafati e Battipaglia.

Non ho mai negato l’accesso ai vigili urbani nella mia abitazione, mentre qualche consigliere comunale di opposizione l’ha negato per ben tre volte: come mai, se non c’è nulla da temere ed anzi si svolge un ruolo istituzionale e quindi di esempio?

Non sono tra i personaggi che con le costruzioni, vere e proprie colate di cemento, hanno scempiato questa Città: in questo senso sarò ricordato per il mio “gravissimo” abuso personale di 1,83 centimetri quadrati ma non per aver costruito quale imprenditore il centro commerciale Plaza o per aver regalato l’area Copmes ad Artioli.

Non sono a capo di una famiglia che con una semplice delibera ha trasformato un’area verde in un centro sportivo attrezzato quale la “Gymnasium”, di rilevanza imprenditoriale familistica.

Non sono colui che ha permesso, durante il proprio mandato elettivo, l’abuso edilizio del sig. Nappo nel cuore di S. Pietro in un’area destinata ad un’opera sociale

 Non vorrei deludere gli amici del PD ma io il bene di Nappo l’ho proprio confiscato, demolendo le opere abusive senza alcun onere finanziario a carico dell’ente, in quanto le stesse spese di demolizione sono in fase di recupero da Nappo. Per essere precisi e chiari, il PD ricorderà che all’epoca aveva avviato la procedura di esproprio senza però mai portarla a termine ed anzi consentendo la realizzazione degli abusi. Mi meravigliano queste dimenticanza, sia del sig. Nappo che del PD, e mi meraviglio anche di quest’ultima nota quasi congiunta: saranno mica d’accordo? Il fatto che il figlio del sig. Nappo si dichiari oggi mio elettore è sicuramente, come da lui stesso dichiarato, per le cose buone che ho fatto per la città, e non certo per ringraziarmi per la confisca del bene di famiglia: in tal caso, avrebbe ben dovuto votare il PD!

 

 

 

 

 

 

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