Un buco nella parete per il raid nella scuola: due irruzioni in 48 ore

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boscorealePer fare irruzione nella scuola elementare Gescal, alla periferia di Boscoreale, per la seconda notte consecutiva, hanno praticato un grande buco nella parete «come se volessero entrare nel caveau di una banca», secondo la descrizione di Pasqualina Del Sorbo, preside dell’istituto comprensivo II Dati di Boscoreale.

I ladri erano entrati già l’altra notte, dopo aver forzato una finestra, portando via casse e microfoni dell’aula multimediale, un videoproiettore collegato alla Lim, la lavagna intelligente elettronica, oltre a tutto il materiale di pulizia.

La scorsa notte, dopo aver praticato un grosso buco nel muro, è però scattato l’allarme che ha messo in fuga i ladri. Stamattina sono tornati sul posto i carabinieri dopo il sopralluogo fatto ieri. La scuola, che si trova in una zona considerata «difficile», è stata più volte al centro di raid e proprio davanti al suo ingresso ci fu una sparatoria per questioni di droga.

Lo scorso aprile erano state razziate le dieci nuovissime postazioni multimediali utilizzate per i bimbi della scuola elementare, alcune delle quali destinate specificamente ai ragazzi disabili e ai genitori impegnati nei corsi pomeridiani.

Un’altra irruzione, con conseguenze minori, si era verificata nel successivo mese di ottobre. «Sono allibita e senza parole – dice la preside Del Sorbo, guardando sconsolata gli effetti del raid compiuto nei locali della scuola – perchè così vanificano tutti gli enormi sforzi che facciamo, sotto ogni punto di vista. È un attacco alla istituzione e alla comunità intera. Non sanno che così rubano il futuro ai loro figli. Ora non so cosa possiamo fare».

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