Vogliamo l’undicesimo comandamento

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satiraCredevo ci si leggesse dopo aver smaltito la sbronza da limoncello casalingo di Capodanno, ma così non è. Non ci rinnovo gli auguri ma annuncio che, assai probabilmente, tornerò con la Befana, brufolo annesso.

Non so cosa abbiano pensato i dieci e passa milioni di telespettatori nei due giorni dedicati alla lettura con arrangiamento dei “Dieci Comandamenti” del fu dantista Benigni, quando tutti tutti erano incollati alle loro poltrone e scoprivano che “I comandamenti sono la più bella creazione che l’uomo potesse fare”.

Alla fine della seconda serata a me mancava una cosa, mi mancava la proposta di un undicesimo comandamento. Proprio come mi manca il contraddittorio durante la messa della domenica, ma su questo non possiamo lavorare. Mi aspettavo però una genialata. Un undicesimo comandamento che coronasse tutto quel dire e tutto quell’averlo ascoltato. Un “Ricorda di pagare il canone a mamma Rai che ti permette di pagarmi”. Cheppoi, in perfetta sintonia con l’etereo commento, la lettura del decalogo nelle due ore di intrattenimento di Benigni, costerà alla Rai circa 4 miliardi di euro, tra compenso per lo spettacolo appena andato in onda e per  monologhi su “La Divina Commedia” che vedremo in seconda serata poi. Una sciocchezzuola, insomma. Sto pensando cosa potrebbe ancora voler commentare Benigni in futuro dopo averci deliziato con la sua Divina, con la Costituzione e ora con i Dieci Comandamenti. Mi sovvengono: “I promessi sposi”, “Dei delitti e delle pene” e “La Bibbia”. In questo ultimo caso, ‘o fatto è luongo, altro che 4 miliardi per due prime serate e qualche seconda serata. Il canone non lo si inserirà nella bolletta della luce ma verrà in automatico detratto dallo stipendio e dalle pensioni.

Dio ci salvi da Salvini, nudo. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, si è lasciato immortalare tutto ignudo, o quasi, vestito con una cravatta verde mentre si rotolava sotto un piumone. Per beneficienza, sia chiaro. Le foto sono state messe su E-bay e possono essere acquistate da chiunque voglia appendere Salvini Desnudo in camera da letto per poter fantasticare su di lui. Ma sì, che ognuno aiuti come vuole. Ma dopo il servizio fotografico, magari ancora con la cravatta ciondolante sul busto villoso, Salvini dichiara che l’altro Matteo, Renzi, non ne azzecca una e che lui ambisce a prendere il suo posto. Insomma, proprio credibile non è.

E io mi aspettavo un tweet del premier: “Stai tranquillo ché io non ambisco a prender e il tuo di posto”.

E ritardo fu. Noi femmine abbiamo fatto la ola, anche io che il teatro la Scala lo conosco solo tramite i media. Ma per solidarietà femminile, ho gioito. Crolla il mito della puntualità, almeno al teatro più blasonato nel nostro paese. Adesso è chiesto agli spettatori di tollerare fino a cinque minuti di ritardo l’inizio dell’opera. Questo per agevolare chi ritardava anche pochi minuti ed era costretto ad attendere l’inizio dell’atto successivo nel foyer riversando la rabbia sulle maschere. La decisione è stata presa per garantire la incolumità del personale di sala. Che ridere. Il ritardatario cronico tarderà ancora e tra qualche annetto lo spettacolo inizierà serenamente entro il prossimo anno bisestile. Nel mentre, incipriamoci il naso più di una volta e forniamo un’armatura alle maschere.

Olimpiadi 2024. Quando Mario Monti, nel febbraio 2012, escludeva categoricamente una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, seguirono critiche. Dopo due anni la scena è cambiata. Perché mo siamo una nazione fuori dalla crisi e l’ombra dello spread è lontata. Si parla con una certa frequenza di una più che probabile proposta di ambientare le Olimpiadi 2024 a Roma, vista anche la possibilità di impegnare due città. Roma sarebbe coadiuvata dagli impianti sportivi di Napoli, Firenze e della Sardegna. A parte la derisione della stampa estera, capace di scomodare l’orgoglio anche dei restii al che l’evento più costoso e prestigioso al mondo si svolga in Italia, restano però i costi, decisamente alti.

Nelle Olimpiadi invernali tenutesi a Sochi nel 2014, la spesa prevista si aggirava intorno ai nove miliardi di euro. Ne sono stati spesi quarantuno. Nella competizione mondiale tenutasi a Londra nel 2012, la spesa prevista era di circa tre miliardi di euro. Ne sono stati spesi undici. E se gli inglesi che sono fiscali e precisi hanno sforato, non si osa immaginare cosa mai possa succedere in Italia. Solo perché l’immagine è abbastanza nitida.

Neuroni specchio. Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato italiano, è per Il Corriere della sera tra i dieci scienziati che hanno contribuito a portare l’Italia negli allori, con lui Montalcini, Fermi, Meucci e Marconi. Il professor Rizzolatti, nello specifico, ha scoperto, assieme a suoi collaboratori, il sistema dei neuroni a specchio. Ovvero, non si capisce l’altro per logica soltanto ma anche per empatia. Si osserva un movimento e lo si fa proprio; guardo, imparo. Vedendo l’intervista su RaiTre e vedendo in viso un uomo che chiude la conversazione con una meravigliosa frase che annotai subito (Come fa la materia a pensare sé stessa?), notavo una certa disarmonia tra la magnificenza di ciò che sentivo e un certo non-so-che di quanto vedevo. Il professore, infatti, è, stempiato in maniera ampia. La mezza luna di capelli bianchi e lunghi che fanno da tutù al capo era acconciata in maniera strana. Una parte dei capelli copriva la larga “zella” attraversandola tutta, da destra a sinistra. L’aria condizionata dello studio muoveva questa sottile massa di peli bianchi che fluttuavano in testa allo scienziato. Mi sono chiesta: ma se il sistema dei neuroni a specchio osserva, incamera e impara, possibile che Rizzolatti non abbia mai visto in capo (in ogni senso) ad altri il moto sospeso dei capelli che coprono la “zella”? Possibile che non abbia incamerato e imparato che basta uno spiffero di vento per ricordare la Marge dei Simpson?

Anna Di Nola

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