Désolé, je suis en retard

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oppo u3No, non sono mai stata Charlie. E qualcuno penserà “non è strano che una persona che diffonde il suo pensiero possa non essersi sentita Charlie?”. Pubblico il mio pensiero e lo apro a ogni critica ma riesco ancora a distinguere il diritto dal dovere e dal rispetto, oltre a cogliere la evidente differenza tra fanatismo e credo religioso.

Certo che va difesa la libertà di espressione, in piazza e in ogni modo  ma non tutto ciò che viene espresso può essere difeso.

Proviamo noi, in Italia, a elaborare un pensiero, un disegno contro l’Altissimo, Sommo, Infinito Lui. Ricordo una copiosa disputa sul crocifisso nelle scuole, che è rimasto lì. La libertà di religione (qualsiasi religione) sancita dalla nostra Costituzione diventa così libertà di esporre il simbolo che chiaramente riporta alla religione cattolica. Però la stessa Costituzione sottolinea anche la importanza riconosciuta alla religione cattolica rispetto a tutte le altre. Esistono, quindi, libertà di serie A e libertà di serie B. Bene. Però ci piace molto sentirci Charlie perché ci sono “i morti di mezzo”.

La storia ci insegna che, aldilà di ogni fanatismo, movente della situazione parigina, anche la nostra religione, mia pure, porta sul groppone migliaia di vittime. Il gesto parigino e gli attentati che i grandi paesi, adesso e tutti assieme, stanno sventando è sicuramente condannabile ma non ritengo di poter sostenere un giornale provocatorio e blasfemo verso l’Islam, in primis, e verso altre religioni. L’Islam non ha a che fare con una minoranza mussulmana buffona che motiva le sue folli gesta con adorazione in un falso Allah, usato a proprio piacimento.

Come avvenne con le crociate, per farla breve.

Leggerezza, adesso, per carità.

Le più assurde notizie vengono dagli Usa e dal Giappone. Mica è tanto strano?

In Giappone esistono agenzie di viaggio che portano a zonzo i pelouche dei nipponici ovunque i padroncini vogliano. Il soggetto sceglie la meta, il grado di lusso da riservare alla massa di acari e in cambio riceverà le foto del suo pelouche in giro per il pianeta, compreso l’animale di pezza, lavato, steso per le orecchie e profumato di lavanda. Un tempo i giapponesi ideavano orti botanici accanto alle fermate dei loro ganzissimi mezzi pubblici, affinché l’attesa (esigua, ovvio) non stressasse l’utenza. Cosa sta succedendo laggiù? Noi qui a sperimentare il BlaBlacar e loro riservano viaggi ai loro pupazzi. A titolo informativo, il pelouche viene benissimo nel lavaggio delicato breve con qualche giro di centrifuga, altro che giro per il paese.

Gli Usa, invece, hanno ingegnato una app per le coccole. Lo slogan è questo: hai bisogno di coccole? Paga un abbracciatore professionista.

Ottanta dollari per una ora di coccole. Quattrocento  per una notte di coccole. Ma professionali, mica mano morta e buffetto amicale? Basta localizzarsi e cercare un abbracciatore in zona disponibile. Il prescelto non è selezionabile. Potrebbe coccolare anche un ultrasettantenne con ciatillo interessante, quindi.

 Il regolamento prevede solo coccole, non sono previsti atti che possano oltrepassare la coccola. E il coccolatore che eccede tale soglia e si concede alla coccola svestita non può esigere il supplemento, ecco.

Insomma, per le coccole potenti rimane la vecchia scuola. Di cui non tratterò sennò #JeSuisCensuré.

Sfamiamo i bisognosi. Berlino per evitare l’eccessivo spreco di cibo in scadenza ha posizionato per le sue vie principali dei frigoriferi. In pratica, ristoranti, negozi e cittadini che abbiano cibo in scadenza prossima e imminente, anziché cestinarlo, possono riporlo in questi frigo in strada affinché le associazioni umanitarie o i semplici bisognosi possano avere del cibo senza ricorrere alle sempre più affollate mense pubbliche. L’idea non è affatto male, anzi. Occorre disciplina e discrezione.

Ho immaginato una roba del genere qui. Perché già posso vedere i carrelli presi in prestito alla Conad per fare la spesa a costo zero anche da parte di chi proprio meno abbiente non è?

Donne e tecnologia. Abbandonate il vostro ultimo Iphon (io non lo ho, già). Abbandonate il vostro Galaxy 5 con la cover rosa di Hello Skiatty. Adesso hanno pensato a fare un telefonone (non è refuso) per noi. Yuhu. Dopo la Opel che ha sfornato la auto che fa le salite da sola, altro che gioco coi tacchi e coi pedali di frizione e acceleratore, anche una compagnia telefonica ha elogiato il nostro essere impedite. Ebbene, il nuovo Oppu U3 è uno smartphone di tutto rispetto che previene la sua caduta. Nel senso fisico del termine.

Ormai sanno che tutte noi usiamo pinne in acrilico e gel sulle unghie per meglio massaggiarci la cute (uhm, ehm) e che ciò ci renda meno abili con la gestione dei telefoni sempre più simili a monitor. Ebbene Xiaomi assieme al telefono fornisce una coda con pallotta a forma di coda di coniglio di pelouche così se sta per caderci il telefono, con scatto felino, lo pigliamo per la coda.  Davvero. Purtroppo.

Vuoi vede’ che gli asiatici in uno dei viaggi organizzati per i pelouche hanno selezionato le code più morbide e le stanno spargendo per il mondo?

C’è chi sparge le ceneri e chi le code. Ai posteri-ori dei conigli l’ardua sentenza.

 

Anna Di Nola