Torre Annunziata, il manifesto del Pd per ricordare la Shoah

passeggia CheCari Amici e Cari Compagni,

abbiamo promosso questo incontro convinti che il dovere morale di ricordare la Shoah possa essere declinato qui, nelle nostre comunità, con una duplice irrinunciabile scelta: da un lato, rinnovando la memoria di quella folle tragedia, dall’altro facendo in modo che il confronto possa fare crescere l’impegno consapevole, culturale e civico, di tanti contro qualsiasi forma di violenza ed intolleranza.

A partire dagli omicidi disumani ad opera dei miliziani dello Stato islamico, da quanto accaduto a Parigi con l’attentato alla sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”, a seguire, e qui il discorso tocca più direttamente la nostra quotidianità, alla lotta alla camorra e a tutte le mafie.
Per questo abbiamo invitato Giovanni Impastato – che salutiamo con affetto e amicizia – che con le vicende drammatiche e tragiche della vita sua e dei suoi cari dimostra come sia possibile cambiare radicalmente il corso della storia; per questo abbiamo chiesto ad Amleto Frosi – Presidente della Casa della Solidarietà – di essere qui ed al Sindaco Giosuè Starita, a cui va il nostro ringraziamento, di aiutarci a farci comprendere come sia complessa questa battaglia, a tratti ingenerosa, e come è complicato per tanti passare dalle parole ai fatti, dalle intenzioni alle responsabilità concrete, dal protagonismo evanescente alla dura realtà degli atti che producono uno spostamento vero dei rapporti di forza nella lotta alla camorra.
Faccio un passo indietro. Il 27 gennaio del 1945 l’esercito sovietico varca i cancelli di Auschwitz ed apre gli occhi inorriditi del mondo sul più grande omicidio di massa della storia, sulla più grande tragedia dei nostri tempi. Il simbolo macabro dello smarrimento della ragione. Il nazi-fascismo ed i nazi-fascisti hanno prodotto 6 milioni di ebrei morti nei lager, 300.000 uomini e donne di etnia Rom e Sinti morti, 300.000 esseri umani affetti da qualche tipo di disabilità mentale o fisica, 100.000 oppositori politici dei regimi, 25.000 omosessuali, 5.000 testimoni di Geova.

Numeri dietro cui ci sono persone, storie, affetti spezzati, annientati. Eppure numeri comunque incompleti. Perché alle vittime dell’Olocausto, per le quali il nazismo aveva scientificamente organizzato il totale annientamento, vanno aggiunte quelle di milioni di morti vittime di rappresaglie e di stragi compiute nel solo nome di una presunta superiorità della razza ariana.
Una tragedia che ha portato il mondo a dire “Mai più”. Un impegno di tutti gli Stati e di tutte le forze politiche e sociali a dire mai più; quelllo stesso mai più che va detto contro la mafia e la camorra, pur nella diversità sia dei fenomeni sia delle strategie da adottare per sconfiggerli.
Non mi dilungherò su questo perché sarà Claudio Bergamasco, Presidente del nostro Forum Sicurezza, a parlarci della posizione del Pd sulle vicende di questi giorni e più diffusamente del fenomeno lo faranno Angela Cortese Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio regionale della Campania e Massimiliano Manfredi della Commissione bicamerale Antimafia del Parlamento.
Voglio solo aggiungere che ho condiviso la preoccupazione che è emersa nelle valutazioni di questi giorni; è inspiegabile l’atteggiamento di quanti hanno rimosso, occultato, omesso il dato straordinario delle congiunte coraggiose ordinanze emesse che – esaltando la feconda sinergia istituzionale – hanno consentito di espugnare una roccaforte della camorra.

500 uomini di polizia, un dispiego di mezzi e di energie, una conferenza stampa con il Procuratore di Napoli e di Torre Annunziata, la DDA, l’abitazione del Sindaco ed il Comune sorvegliati notte e giorno: questo è accaduto per liberare anche simbolicamente la città da una soggezione tuttora attiva. Invece si parla d’altro. Tutto legittimo naturalmente ma è come se Tito Stagno commentando lo sbarco del primo astronauta sulla luna avesse parlato non dell’evento storico realizzato ma avesse indugiato sul colore delle tute spaziali, o magari su chi le aveva disegnate.
Purtroppo si è anche scritto il falso, collegando le iniziative alla procedura di archiviazione dello scioglimento del Consiglio (chiusa da oltre un mese ed in ogni caso non classificabile come prescrizione ma solo come raccomandazione), si è evocato sfidando il ridicolo il terremoto paragonando gli oltre tremila senzatetto del 1980 con un centinaio di sgomberati, si è parlato d’altro forse per evitare di prendere di petto una questione che mette a rischio la sicurezza delle persone, l’agibilità o non so cosa. Paura? Non so ma spero di no.
Ma se stiamo tutti insieme possiamo vincere ogni rischio. Essere uniti contro la criminalità. Prima di tutto. Poi, possiamo discutere di ogni cosa, senza indebolire questa scelta.
Io propongo un fronte della civiltà, di tutte le persone perbene, pronte a fare qualcosa per propria comunità senza chiedere nulla in cambio.
Il Pd ha fatto propria questa indicazione. Combattere in prima fila, a fronte alta.
E ci aspettiamo nei prossimi giorni, perché non vogliamo restare soli, iniziative dell’Anci e del Partito, del governo e dell’Antimafia, per supportare questa battaglia che per essere vinta deve realizzare risultati: in quella parte degradata della città, in quell’edificio. Altrimenti sarà la resa.
La repressione non basta. Bisogna vincere il degrado, costruire condizioni di sviluppo, determinare il riscatto con le armi della cultura e della formazione, opponendo a simboli negativi fatti positivi.

Quella di oggi è una tappa importante di questo percorso. Le infiltrazioni camorristiche, che interessano questo territorio si contrastano con il risveglio delle coscienze, l’orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, l’operoso contribuire di ciascuno ad una ritrovata identità che guarda al futuro sapendo dei propri limiti e delle proprie contraddizioni ma capace di superarle senza guardare in faccia a nessuno: camorristi e colletti bianchi, opportunisti, furbi, demagoghi.
Sono convinto che saremo in grado di affrontare e vincere anche questa battaglia.

PD – Circolo di Torre Annunziata “Raffaele Di Sarno”

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