Torre del Greco, scatta l’operazione “Free Tower”: 54 arresti

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All’alba di oggi è scattata l’operazione “Free Tower” effettuata dagli agenti del commissariato di Ps di Torre del Greco. I poliziotti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di 54 affiliati al clan camorristico dei “Falanga” ed hanno proceduto alla cattura delle persone.

Secondo quanto ritenuto nell’ordinanza cautelare, dalle indagini si è accertata l’esistenza di una complessa organizzazione tesa al traffico e allo smercio di sostanze stupefacenti gestita da esponenti di rilievo della cosca operante a Torre del Greco, facente capo a Domenico Falanga (attualmente detenuto) e a Domenico Gaudino, Pasquale Magliulo, Salvatore Borriello e Aniello Pompeo, che riforniva capillarmente tutte le piazze di spaccio della cittadina torrese.
Le indagini, prevalentemente di natura tecnica (tra cui numerose intercettazioni telefoniche, ambientali, video ed epistolari), hanno consentito di delineare le modalità organizzative dell’associazione criminale.

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Già con l’emissione dell’ordinanza coercitiva eseguita il 29 gennaio 2012 riguardante l’operazione “Reset” a carico di 35 affiliati al clan, definita con una sentenza di condanna in primo grado, si era accertata l’operatività della cosca nel settore delle estorsioni ai danni dei gestori dei videogiochi. L’indagine di oggi conferma che quel sodalizio gestiva sia il settore delle estorsioni sia quello del traffico di droga e del rifornimento delle piazze di spaccio.
Nel corso dell’inchiesta la polizia ha effettuato sequestri di stupefacente ed arresti riscontrando in tal modo il contenuto delle conversazioni spesso criptiche intercorse tra i protagonisti degli illeciti affari.

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Le indagini hanno ricevuto un significativo contributo grazie alle collaborazioni dei protagonisti dell’organizzazione, ovvero i cosiddetti “pentiti di camorra”, tra cui Domenico Falanga (figlio dello storico capoclan Giuseppe alias Peppe ‘o struscio), Aniello Pompeo (ritenuto il principale capo piazza dello spaccio) e Salvatore Gaudino (fratello di colui che si considera essere il referente diretto della famiglia Falanga, ovvero Domenico Gaudino alias Mimì ‘a uallarella).

L’organizzazione si occupava di diverse tipologie di droga: cocaina, hashish e marijuana e la rete di spaccio di estendevano a Torre del Greco, Massa di Somma, Procida ed altre zone dislocate tra le province di Salerno e Caserta.

“Nel corso delle attività tecniche – ha spiegato in una nota il procuratore aggiunto dell’Antimafia Giuseppe Borrelli – è stata accertata l’operatività di un altro gruppo dedito al rifornimento e allo spaccio locale di stupefacenti gestito da Giuseppe Mercedulo”.

FraFree