Spari contro un palazzo a Pianura, la rappresaglia di un affiliato al clan Mele

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poliziaQuesta mattina la Polizia di Stato di Napoli ha dato esecuzione al provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia – a carico di Fabio Orefice, classe ’84, con precedenti di polizia in materia di stupefacenti, ritenuto responsabile, di detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo con l’aggravante dell’art. 7 legge 203/91.

Le indagini, supportate da idonea attività tecnica, hanno consentito di acquisire gravi elementi indiziari a carico dell’indagato, il quale, il 12 dicembre scorso, in concorso con un altro individuo al momento ancora ignoto, esplodeva alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di un altro pregiudicato di Pianura, ritenuto sodale al gruppo criminale rivale.

Gli approfondimenti investigativi delegati alla Squadra Mobile di Napoli sono la conseguenza delle recenti fibrillazioni monitorate nella zona di Pianura che hanno visto la contrapposizione tra fazioni criminali rivali finalizzata al controllo delle attività illecite, con particolare riferimento alla gestione delle aree di spaccio.
In questo contesto criminale le attività investigative hanno consentito di registrare una crescente criticità nei rapporti tra le fazioni rivali (soggetti contigui al gruppo criminale Pesce/Marfella e soggetti contigui al gruppo criminale Mele) ed in tale ambito va letto l’attentato subito dall’Orefice Fabio, contiguo al gruppo criminale facente capo alla famiglia Mele, lo scorso 16 ottobre, allorquando l’indagato venne attinto alla schiena da tre colpi d’arma da fuoco calibro 9×21, esplosi da ignoti sicari.

Nell’occasione il predetto, ricoverato presso l’Ospedale San Paolo, riferiva che gli autori dell’aggressione, a bordo di un’autovettura, si erano avvicinati nei pressi della sua abitazione, sita al piano terra di uno stabile, ed il passeggero gli aveva puntato contro l’arma sparandogli diversi colpi d’arma da fuoco; l’Orefice riuscì a salvarsi barricandosi all’interno del proprio appartamento.

Di seguito alla menzionata aggressione Orefice pubblicò sul proprio profilo facebook il messaggio di sfida contro i suoi sicari affermando “il leone è ferito ma non è morto….”, pubblicando anche le immagini delle ferite riportate e quelle relative ad armi, facendo intendere, in tal modo, di essere pronto a vendicarsi.

Infatti, a decorrere da tale data si registrava, nell’area di Pianura, un acuirsi delle azioni di rappresaglia, che confermavano l’esistenza di una pericolosa contrapposizione tra esponenti delle due famiglie citate, finalizzata al controllo delle attività illecite, in particolare le piazze di spaccio della zona e l’attività estorsiva.
Qui di seguito si elencano gli episodi criminali registrati e riconducibili alla contrapposizione in argomento:
16.10.2014 viene ferito da ignoti Orefice Fabio;
22.10.2014 ignoti esplodono numerosi colpi d’arma da fuoco calibro 7,62 contro l’abitazione di Orefice a Pianura;
12.12.2014 Orefice Fabio con un complice esplode diversi colpi d’arma da fuoco nei confronti dell’abitazione di un pregiudicato di Pianura contiguo al gruppo criminale Pesce/Marfella
13.12.2014 circa un’ora dopo l’evento suddetto ignoti esplodono numerosi colpi d’arma da fuoco danneggiando l’abitazione della madre di Orefice a Pianura;
22.01.2015 ignoti appiccavano il fuoco a Pianura alla porta d’ingresso dell’abitazione, ad un’autovettura ed un motociclo riconducibili a partenti dell’Orefice.

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