Inchiesta “Terra Santa”: arriva l’ok per quattro scarcerazioni

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta “Terra Santa” coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Scarcerati Attilio Malafronte, Ciro Serrapica, Claudio D’Alessio e Francesco Mirante.CIMITERO POMPEI

Questo è quanto stabilito dal Tribunale del riesame di Napoli, all’esito dell’udienza in camera di consiglio di stamane, presieduta dalla dott.ssa Teresa Areniello (presidente), dalla dott.ssa Roberta Ianuario (giudice) e dalla dott.ssa Cettina Scognamiglio (giudice est.).

Riservando i motivi, il tribunale distrettuale ha provveduto, ai sensi dell’art. 309 del c.p.p, ad annullare l’impugnata ordinanza disponendo l’immediata liberazione per i quattro suddetti indagati.

Soddisfazione piena per gli avvocati: Giuseppe Petrosino difensore di Attilio Malafronte; Guido Sciacca in favore di Francesco Mirante; Gaetano Inserra in difesa di Claudio D’Alessio; Vincenzo Maiello per Ciro Serrapica.

La XII sezione del Tribunale del Riesame, dopo 12 giorni dall’esecuzione delle misure restrittive ai domiciliari, ha ritenuto insufficienti le esigenze cautelari, come richiesto dagli avvocati difensori.

I fatti, che vedono coinvolti i quattro indagati per presunta indebita induzione a dare o promettere utilità, si concentrano in particolare su due episodi. Il primo risalente all’estate del 2013 quando l’allora sindaco Claudio D’Alessio avrebbe fatto pressione affinchè una defunta fosse sepolta in un’area ambita del cimitero pompeiano a scapito di un’altra donna che sarebbe stata esumata prima dei tempi previsti dalla legge, appunto per fare posto. In questo episodio sarebbero coinvolti anche il consigliere Attilio Malafronte, che si sarebbe adoperato nel contattare i parenti della donna da “spostare” prematuramente, e il responsabile della Mir.Ca. che avrebbe permesso l’illecito cedendo alle pressioni.

Su questo episodio D’Alessio ha dichiarato che si era trattato solo di un atto di umanità, tesi sposata dal collegio difensivo; per l’accusa invece si sarebbe trattato di un atto di favoritismo atto ad accrescere il futuro consenso elettorale.

La difesa sottolinea che l’allora sindaco uscente, non ricandidabile, non avrebbe potuto trarre alcun vantaggio da quel presunto favore. Una tesi parzialmente valida. D’Alessio in effetti non si è mai ritirato dalla politica attiva essendo comunque fautore di una lista civica alle ultime amministrative, inoltre in quella fase politica per l’ex sindaco si parlava anche di candidature sovracomunali.

Il secondo episodio che vedrebbe coinvolti i politici pompeiani sarebbe relativo alle pressioni fatte al dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, Andrea Nunziante. Sia l’ex primo cittadino che l’ex presidente del consiglio Ciro Serrapica avrebbero imposto che restassero in servizio, anche dopo l’ingresso della Mir.Ca. nella gestione cimiteriale, i dipendenti comunali Carmine Casciano e Pasquale Cesarano che sarebbero stati i loro terminali sul campo per fare i cosiddetti “piaceri”.

Nelle prossime fasi dibattimentali saranno vagliate le versioni di difesa ed accusa. Nel frattempo sempre ieri il gip ha interrogato Carlo Sorrentino e Francesco Pappalarlo. Per i due ispettori sanitari, il pm Rosa Annunziata, ha chiesto l’interdizione dal servizio. I due funzionari sono indagati a piede libero con l’accusa di falso ideologico in quanto avrebbero falsificato i controlli sul camposanto di Pompei.

Marianna Di Paolo

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