Grande Progetto Sarno, “Sarà fatto come presentato all’Europa? Sarà vero?”

sarno-fiume-500x281“Ieri mattina ho partecipato, a nome del Comitato Gente del Sarno, alla conferenza di Servizi sul Grande Progetto Sarno – lotto 2, che si è tenuta presso la sede dell’agenzia regionale per la difesa del suolo, denominata ARCADIS. Per il lotto 2 sono stati convocati comuni e enti sovracomunali che amministrano l’area compresa tra il Comune di Scafati e San Valentino Torio, Striano, sulla quale si realizzerà una parte degli interventi.

 

Lo ha detto Virginia La Mura presidente del comitato Gente del Sarno.

E’ ormai da luglio 2013, dopo anni di silenzio, che il Grande Progetto Sarno (progetto di mitigazione del rischio idraulico del bacino idrografico del fiume Sarno) ha messo in agitazione cittadini, associazioni, professionisti, politici e enti locali, per le opere altamente impattanti che si è deciso di realizzare, sulla base di un progetto vecchio. Parliamo di ben 217 milioni di euro, di cui 156 saranno finanziati dall’Europa e la rimanente parte sarà a carico della Regione Campania, cioè di noi cittadini.

L’assessore Cosenza chiarisce che la maggior parte dei soldi sarà spesa per rimuovere dal letto del fiume e dai canali di bonifica 1 milione di metri cubi di sedimento altamente tossico, per l’alta concentrazione di metalli pesanti e altri inquinanti di origine industriale provenienti dalla concerie di Solofra, del polo ceramico vietrese, del polo conserviero dell’agro e altri siti industriali. Su questo aspetto c’è naturalmente il consenso di tutti i presenti. Tutti sono infatti concordi che il fiume vada dragato. Ma il parere favorevole che ARCADIS vuole a tutti i costi acquisire, dopo ben due anni di trattative e ricorsi al TAR, è quello relativo alla costruzione di vasche di laminazione e di espansione che serviranno per raccogliere le acque del fiume in caso di piene con frequenza centennale. Questo parere favorevole arriva da tutti i presenti, riferendoci ovviamente al solo lotto 2.

I sindaci di Poggiomarino, Striano, Nocera Inferiore, sono gli unici a chiedere altro tempo per ulteriori approfondimenti. Della stessa opinione il Presidente del Parco Regionale del Fiume Sarno, Massimiliano Mercede, insediatosi appena da 1 anno ma operativo solo da qualche mese che sta cercando di recuperare con un team di tutto rispetto, i 12 anni di cattiva gestione dell’Ente. Il Presidente rivendica il ruolo centrale dell’Ente Parco nella valutazione della compatibilità ambientale del Grande Progetto. Perlomeno nella fascia di “rispetto” di 150 metri ai lati del fiume che deve servire per il mantenimento e la rigenerazione dell’Habitat fluviale, altro che costruire piste ciclabili! E’ necessario precisare che il Presidente che ha preceduto Massimiliano Mercede, in evidente conflitto di interessi per il doppio ruolo che ricopriva, aveva fornito parere favorevole al Grande Progetto, salvo poi dimettersi in gran fretta quando l’attenzione della comunità mise in luce molte incongruenze e irregolarità.

Oggi la questione Sarno sembra aver perso la sua carica emotiva che ha alimentato diverse battaglie, si è ritornati nella “zona di comfort” che consente di mantenere il posto di lavoro, di ricevere il finanziamento, di consolidare il parco voti, ma anche semplicemente rinunciare all’attivismo civico per ritornare alla quotidianità. Nulla di illegale, semplicemente il ritorno al sistema che omologa tutti. Fortunatamente non tutti hanno però voglia di ritornare nella zona di comfort. Il Comitato Gente del Sarno ha voluto da subito offrire una visione diversa per la risoluzione del problema delle esondazioni e continua su questa strada. Ha messo infatti al centro l’ecosistema fiume, in quanto essere vivente, e lo ha messo al centro del benessere della nostra comunità”.

Questa visione la sta proponendo con forza nelle sedi istituzionali, forte del mandato ricevuto da 4000 cittadini. Oggi la visione di rinascita del Fiume Sarno come opportunità di vita e di sviluppo economico, che il nostro comitato sta difendendo con forza, sembra ricevere una nuova speranza dalla presenza attiva dell’Ente Parco regionale del Fiume Sarno che è per noi il vento in poppa per continuare sulla nostra strada. Oggi chiediamo al Parco e agli enti pubblici di istituire un tavolo di lavoro al quale possano partecipare i cittadini, le associazioni, i professionisti, le aziende, gli enti pubblici. Una richiesta che abbiamo già portato in regione con le 4000 firme e che oggi è più urgente che mai. Chiediamo che si dialoghi apertamente.

Chiediamo di non temere il confronto. Chiediamo di perdere oggi il tempo per chiarire bene tutte le criticità e per trovare soluzioni condivise perché questo tempo si recupererà facilmente. Del resto ARCADIS ha già recepito una soluzione proposta dal nostro comitato per eliminare gli allagamenti nel punto di confluenza dell’Alveo comune nocerino con il fiume Sarno e lo stesso Commissario Aldo Aldi per il comune di Pompei recepì una nostra proposta che una volta attuata, consentirà al comune di risparmiare circa 100 mila euro l’anno per sempre”.

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