Enorme discarica abusiva e milioni di prodotti non a norma: sequestrata area tra San Giuseppe e Poggiomarino/FOTO E VIDEO

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Un’enorme discarica abusiva nelle vicinanze di un capannone dov’erano contenuti circa 12 milioni di articoli di vario genere non conformi alle disposizioni di legge sulla sicurezza dei prodotti. È la scoperta fatta dai finanzieri del gruppo di Torre Annunziata, diretti dal colonnello Carmine Virno, che hanno sequestrato l’intera area situata ai confini tra i comuni di San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino. I militari, coordinati nelle indagini dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno individuato il grosso capannone industriale di oltre 1300 metri quadrati (privo di autorizzazioni e frequentato da soggetti prevalentemente di etnia cinese) attraverso un’attività di censimento degli importatori di merci dalla Repubblica Popolare Cinese.

Nel corso dell’intervento, come già accennato, all’esterno del deposito è stata rinvenuta una vera e propria discarica non autorizzata di rifiuti speciali non pericolosi, quali materiali di risulta, nonché rifiuti speciali pericolosi costituiti da elettrodomestici, componenti elettroniche, resti di imballaggi bruciati e numerosi pneumatici, mentre all’interno del capannone erano stoccate migliaia di prodotti non sicuri.

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Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro 160mila cosmetici e 1 milione di filati privi delle necessarie certificazioni attestanti la corrispondenza ai criteri di purezza batteriologica e chimica per l’utilizzo umano, 540mila tra prodotti elettrici e giocattoli perché privi di certificazioni “Ce” e 11 milioni di attrezzi da ferramenta (cacciaviti, pinze, tronchesi, chiavi esagonali, chiavi inglesi, ecc.) sulle cui confezioni era falsamente apposto il marchio “Ce” (China Export) non previsto dalla normativa per tali prodotti, con il chiaro intento di indurre l’acquirente in errore, facendogli così credere che il prodotto era stato sottoposto alle prove di laboratorio.

I reati accertati dai militari delle fiamme gialle a carico di tre imprenditori cinesi e tre cittadini italiani vanno dalla gestione di rifiuti non autorizzata, alla vendita di prodotti dannosi per l’utilizzo umano, alle violazioni al Codice del Consumo, all’immissione sul mercato di giocattoli e prodotti elettrici non sottoposti ai controlli di conformità e privi di marcatura Ce.

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“Le indagini, ancora in corso, – ha commentato il procuratore Paolo Mancuso – hanno consentito di interrompere la filiera distributiva che importa prodotti di scarsa qualità dalla Cina immettendoli sul mercato italiano senza alcuna accortezza, prodotti che alterano i normali equilibri di mercato e della libera concorrenza, danneggiando gli operatori economici onesti, e la cui immissione in mercato costituisce soprattutto un concreto pericolo per la salute degli ignari consumatori”.

Francesco Ferrigno

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