“Finis Terrae – paesaggi”: la mostra fotografica al liceo “De Chirico”

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imagesVenerdì 8 maggio prossimo, alle ore 18, al Liceo Artistico “Giorgio De Chirico” di Torre Annunziata , apertura della mostra fotografica “Finis Terrae – paesaggi” con cui si conclude il ciclo di iniziative “Spazio Zero 11”. In vetrina quattro fotografi di area napoletana la cui esperienza è già stata convalidata dai loro brillanti curricula: Aniello Barone, Mario Ferrara, Giovanni Izzo ed il parigino  Martial Verdier. “I quattro autori – afferma Franco Cipriano, nel quaderno edito per la mostra, con testi anche di Carla Rossetti e Felice Izzo – ognuno con intensa visione espongono un mondo sospeso, manifestandone l’immagine vuota nel tempo ritagliata oltre lo spazio relazionale, quando l’essere appare solo nell’addio…le immagini di <Finis Terrae> sono la scena della caduta del tempo; nell’immobilità fotografica è l’eco infranto del divenire”.

Il laboratorio delle mostre “Spazio Zero11”, insieme a tante altre iniziative,  si deve al dinamico Preside del “De Chirico”, professor Felicio Izzo, il quale è un promotore culturale  importante cui dobbiamo tante iniziative interessanti da Lui organizzate nel suo istituto, divenuto, non solo una valida scuola, ma anche un sito di interesse culturale per i giovani e per il loro sviluppo formativo. Per quel che riguarda gli espositori: le foto di Aniello Barone narrano eventi che non fanno soltanto cronistoria, ma modificano gli oggetti, i luoghi e le persone con lo sguardo poetico di chi guarda  al significato dei soggetti  rappresentati.

Il casertano Mario Ferrara, architetto che si divide tra l’attività di fotografo e le lezioni di fotografia in strutture pubbliche o private, è  principalmente impegnato nelle istantanee di architettura e nella ricerca, orientandosi  verso il paesaggio e l’archeologia industriale. Per Giovanni Izzo, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, è stato decisivo l’incontro con il pittore -scultore- fotografo Mimmo Iodice al quale deve il suo amore per la fotografia; la sua quasi quarantennale attività espositiva va dalla Biennale di Venezia del 1978 fino alla sua personale del 2014 nel  Museo Campano Matres.

Nelle opere del parigino Martial Vertier, recita la presentazione, “la policroma corrosa di una <apocalittica alba> spira sulle livide torri nucleari, monumenti dell’ambiguità della tecnica il cui nucleo oscuro <illumina di terrore> ; paradossali orizzonti sublimi che decantano una inumana bellezza”.

Federico Orsini   

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