Questione “Mauro Scarlato”: botta e risposta tra gli “arancioni” e il consigliere Marra

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11216020_10206541468238137_2008189351_nGli attivisti di Scafati Arancione riaccendono i riflettori sull’ospedale Mauro Scarlato, fuori dalla rete delle emergenze e senza un pronto soccorso funzionale, puntando il dito contro l’amministrazione locale che sarebbe l’artefice di tutto ciò e adesso starebbe utilizzando la questione ospedale solo per un proprio tornaconto personale in vista delle prossime elezioni regionali del 31 maggio.

11198560_10206541466758100_746631984_nMettendo un campo un flash mob, tenutosi ieri sera, mercoledì 6 maggio, all’ingresso del nosocomio scafatese, gli arancioni, con tanto di striscione, hanno voluto esprimere tutta la loro indignazione verso una problematica per loro cruciale, infatti tramite le parole del portavoce Francesco Carotenuto ecco spiegato il senso del loro atto simbolico: “Con una campagna elettorale alle porte, crediamo necessario richiamare al buonsenso e al senso di responsabilità dei candidati, soprattutto di coloro che sono complici della chiusura e del mancato reinserimento del pronto soccorso di Scafati nella rete emergenziale. Rispetto alle altre forze politiche, noi possiamo parlare di ospedale perché innanzitutto siamo coloro che in questi anni hanno continuato la battaglia anche nei confronti di chi, con la demagogia, ingannava gli scafatesi con manifesti e proclami; e in secondo luogo noi non siamo né né sosteniamo candidati al consiglio regionale, di conseguenza non esistono strumentalizzazioni e propaganda da parte nostra su questa questione.

Con questo gesto vogliamo dire basta allo sciacallaggio elettoralistico che si fa sulla vicenda Mauro Scarlato e chiediamo che non diventi terreno di contesa politica, visto che nessuno è legittimato a spendersi per il nosocomio, direttamente chiuso dall’amministrazione uscente e da coloro che l’hanno sostenuta finora, al punto di ripresentarsi per chiedere ancora una volta la fiducia degli scafatesi”.

brigida marraMa la risposta dell’amministrazione non si fa attendere e a rispondere agli attacchi degli arancioni è il consigliere di maggioranza con delega alla Sanità Brigida Marra. La Marra replica alle accuse di strumentalizzazione, inchiodando gli stessi accusatori, rei del fatto di aver sfruttato la delicata vicenda e ribadendo l’impegno profuso negli anni dall’amministrazione Aliberti e dall’onorevole Monica Paolino per la causa a favore del reinserimento del nosocomio scafatese nella rete d’emergenza; inoltre, descrive in un bilancio chiaro e lucido le tappe fondamentali che hanno portato alla grave crisi della sanità campana: “Strumentalizzazione? È esattamente quello che fino ad oggi, ho visto fare a questa stessa parte politica che, in maniera teatrale in prossimità delle elezioni, si ricorda del ‘Mauro Scarlato’.

L’Ospedale di Scafati, al contrario, per la nostra amministrazione in questi anni, è stato il tema centrale di ogni riunione e in Regione Campania, il tema più sollecitato da parte della stessa rappresentante di questa parte politica, Monica Paolino la quale,  di fronte agli attacchi quando non ha potuto dare risposte,  pur non avendone alcuna responsabilità, li ha subiti in silenzio. Ora però, sono, anzi credo siamo, stanchi di dover ogni volta replicare a persone, che,  in questi anni, non hanno saputo mettere in campo alcun atto concreto a parte polemiche e lamentele. La strumentalizzazione, nasce ogni volta che chi accusa, si lamenta semplicemente non conoscendo, invece, nessun documento del Mauro Scarlato. In questi anni, abbiamo prodotto diffide, denunce, ricorsi, istanze in Regione, per mantenere accesi i riflettori da parte delle istituzioni, sul nostro Ospedale. È assurdo poi, che,  anziché gioire per il reinserimento del Mauro Scarlato nella rete dell’emergenza annunciato dal Presidente Caldoro, si continui a polemizzare.

Il decreto 49 è stato un atto vincolato e rispetto al quale, Caldoro non ha avuto e non avrebbe potuto avere alcuna voce in capitolo, in quanto, il suo ruolo di Commissario era semplicemente quello di eseguire un ordine dettato dal governo nazionale, ovvero, dal Ministero delle Economie e delle Finanze che, sanzionando l’incapacità di quella politica di centrosinistra ha ammazzato la Sanità in Campania e che poi, con la legge 16 ha stipulato accordi con il Governo nazionale, prevedendo un piano di rientro dal grave debito pubblico accumulatosi in seguito al quale, ancora una volta, per la incapacità di attuazione, ha portato al Commissariamento della Sanità in Campania.

La certezza e la coscienza di aver messo in campo ogni azione per difendere il nostro Ospedale, mi dà la serenità di affrontare chiunque su questo tema e soprattutto,  mi rende disponibile a qualsiasi confronto, purché costruttivo e non strumentale. Ricordatevi e non dimenticatelo mai che, il grave debito pubblico in materia sanitaria, è stato prodotto dal centrosinistra e non dal centrodestra che,  ha avuto l’unica sfortuna di governare dopo una politica scellerata questa regione e subire,  i danni prodotti dall’incoscienza e dalla irresponsabilità di chi, ha  reso necessario il commissariamento della nostra amata Regione”.

Raffaele Cirillo

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