Castellammare, riqualificazione villa comunale con incognita manutenzione

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villa_comunale2Nella socialmente martoriata ed economicamente fallita “Città delle acque” venerdì mattina, 22 maggio 2015, si celebra l’inizio dei lavori di riqualificazione della villa comunale. La data, considerata l’importanza dell’opera, è destinata a entrare negli annali di storia locale e sarebbe bello poter sapere in anticipo se negli anni a venire questo momento sarà celebrato come svolta positiva o ennesimo fallimento e sperpero di soldi pubblici. La riqualificazione del lungomare cittadino è interamente finanziata con fondi europei, nell’ambito dei Programmi Integrati Urbani “PIU′ EUROPA”.

Successo o fallimento, vittoria o sconfitta, rinascita o morte? Per saperlo bisogna aspettare, il tempo dirà la verità. Nell’attesa però possiamo provare a ragionare sull’argomento così, senza inventare niente e basandoci su dati certi, possiamo azzardare una previsione su quello che sarà.

Partiremo da una domanda. Era proprio necessario questo rifacimento? Il quesito ai più sembrerà banale, perché la risposta è sicuramente Sì. Chi ha avuto la sventura di passeggiare in villa comunale è ben cosciente dello stato di assoluto degrado del luogo: aiuole ridotte ad immondezzaio-letamaio, alberi morti o morenti, fontanine chiuse o mal funzionanti, arredi urbani rotti e sporchi, monumenti imbrattati e danneggiati, piano di calpestio lurido e maleodorante. Insomma questa realtà talmente squallida meritava il colpo di spugna.

Stabilità la necessità dell’intervento, proviamo a indagare un po’ il motivo di tanto degrado. La classe politica e i dirigenti comunali, confortati da taluni pseudo-intellettuali, hanno attribuito la colpa del misfatto agli abitanti di Castellammare, definiti a più riprese popolo di incivili. Come dargli torto? In effetti il cittadino che porta il cane a defecare nelle aiuole, come quello che imbratta e distrugge i monumenti, oppure danneggia gli arredi urbani e il verde pubblico, non può essere annoverato tra le persone educate, perbene, corrette.

Addossare la colpa ai soli incivili non è però del tutto giusto, perché una buona parte della responsabilità è a carico anche di coloro che la villa comunale dovevano custodirla e tutelarla. Non è forse vero che “gli incivili” hanno sempre avuto vita facile e mano libera? E non è altrettanto vero che il verde pubblico è rovinato perché non curato con amore e competenza, ma affidato saltuariamente nelle grinfie di ditte più o meno specializzate? E non è forse vero che la manutenzione degli arredi e dei monumenti non è mai stata fatta in modo costante e da personale competente? E che dire della pulizia … le società incaricate dal Comune (Multiservizi prima e Eco Ego poi) hanno sempre operato con disprezzo e ferocia come se dovessero ripulire l’ultima e più insignificante via di periferia.

Insomma possiamo affermare, senza pericolo di essere smentiti, che la villa comunale ha bisogno di riqualificazione perché negli anni è stata coscientemente abbandonata, maltrattata e portata ad uno stato di devastazione tale da essere irrecuperabile.

Rivolgiamo ora il nostro pensiero al futuro, a quello che sarà. L’attuale sindaco avvocato Nicola Cuomo e l’assessore all’Urbanistica e alla tutela paesaggistica architetto Alessio D’Auria, investiti dell’onere e dell’onore di gestire l’ultima fase di questo progetto, la cui realizzazione è da attribuire anche agli atti delle passate amministrazioni, tanto tempo hanno dedicato all’attuazione e alla presentazione dell’opera.

Le parole spese e le affascinanti ricostruzioni computerizzate, tanto care ai progettisti, hanno eccitato la mente della cittadinanza. Non è raro osservare qua e là capannelli di persone intente a discutere, anche animatamente, sulla bontà dei nuovi arredi, il materiale della pavimentazione e perfino sulle diverse specie di piante che andranno a ricostituire il verde pubblico.

Noi proveremo ad andare oltre. Del resto che diritto abbiamo di giudicare gli aspetti tecnici di un lavoro fatto da valenti professionisti, approvato da pubblici amministratori democraticamente eletti come rappresentanti dell’intera comunità.

Proveremo a  evidenziare un aspetto vitale per la riuscita del progetto che, tuttavia, è fuori dai fondi del “PIU′ EUROPA” e dovrebbe essere a carico del buonsenso e delle finanze (disastrate) della pubblica amministrazione. Stiamo parlando del “Piano di manutenzione”.

Senza farci distrarre dalle belle ricostruzioni computerizzate, dalle gloriose e vittoriose parole della politica, dagli aspetti tecnici di cui poco siamo competenti,  leggiamo ciò che i progettisti hanno scritto nella relazione tecnica: “Nel piano di manutenzione generale dell’opera è necessario programmare uno staff di dipendenti comunali addetti specificatamente al governatorato della nuova villa comunale. Staff formato da: Personale di vigilanza – Vigili urbani ciclisti; Giardinieri specializzati al governo delle nuove aree a verde con le necessarie attrezzature; Operai per il governo ordinario e straordinario dell’arenile; Operai manutentori.

Insomma, avete capito? I progettisti, a scanso di equivoci e future responsabilità, hanno detto chiaramente che la nuova villa comunale sarà un successo solo se la città sarà capace di assicurare una qualificata e costante conservazione, cura e custodia della struttura.

Per concludere il ragionamento è bene ricordare i motivi che hanno portato alla devastazione della vecchia villa comunale. In pratica, per usare le parole dei progettisti, la mancata attuazione di un “piano di manutenzione generale” ha ridotto la villa a squallido immondezzaio in cui pochi incivili hanno prosperato prendendo il sopravvento su una maggioranza di onesti e rassegnati cittadini.

Il sindaco Cuomo e l’assessore D’Auria bene farebbero, mentre la ditta appaltatrice a suon di calcestruzzo e nuove piante riqualifica il lungomare, a cercare fondi e competenze per formare lo “staff comunale di addetti specializzati” che dovrà scongiurare il fallimento e l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.

Ferdinando Fontanella

LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA ALESSIO D’AURIA

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