Morfina derivata dallo zucchero: farmaci a basso costo e droghe fatte in casa

400

papaveri morfina zuccheriGli scienziati John Dueber dell’University of California, Berkeley, Vincent Martin della Concordia University di Montreal, Canada, ed i loro rispettivi collaboratori hanno messo a punto una tecnica per ricavare la morfina e potenzialmente farmaci, a partire dallo zucchero anziché dai papaveri da oppio.

Lo studio, apparso il 18 maggio 2015 sulla rivista Nature chemical biology, dimostra le modalità di sintesi di reticulina in lievito di birra. Si tratta di un derivato del glucosio, prodotto intermedio della sintesi di morfina, presente in natura nei papaveri ed altre piante.

Negli ultimi dieci anni, vari laboratori di biologia sintetica hanno lavorato per replicare in batteri e lieviti il complesso percorso chimico multi-step (15 passaggi) che avviene nella pianta del papavero, al fine di produrre farmaci terapeutici. I gruppi di ricerca sono riusciti a ricreare in passato soltanto sezioni del percorso metabolico che porta alla morfina.

Ciò che mancava fino ad oggi, la sintesi della reticulina appunto, è il tassello che consentirebbe ad un unico organismo di esercitare le funzioni di trasformazione dall’inizio alla fine.

Gli scienziati, tuttavia, avvertono che questa scoperta potrebbe avere un risvolto negativo, dal momento che potrebbe facilitare la produzione di farmaci fatti in casa, o addirittura droghe. Questo fenomeno dovrebbe attirare l’attenzione delle autorità di regolamentazione e forze dell’ordine sul problema in modo da regolamentare un possibile mercato futuro fatto di abuso di sostanze a basso costo.

Un gruppo di analisti in materia di privacy ha rilasciato un commento sulla stessa rivista che ha pubblicato la scoperta, chiedendo norme urgenti che disciplinino la tecnologia.
“Chiunque abbia accesso al ceppo di lievito e competenze di base in biologia molecolare sarebbe in grado di far crescere il lievito che produce morfina utilizzando un kit per la birra fatta in casa”, hanno scritto
.

Le implicazioni etiche della scoperta sono intuitive: a fronte di un risparmio nei processi produttivi, il tessuto sociale di intere nazioni potrebbe essere a rischio.

Ogni scienziato prima di affidare tutto se stesso al progresso ed alla ricerca dovrebbe ricordare

il passaggio conclusivo del manifesto Russell-Einstein, sui rischi per l’umanità prodotti dall’esistenza delle armi nucleari: “Ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto”

Catello Somma

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano