Castellammare: museo e scuola di archeologia per rilanciare Stabiae

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“La sfida della cultura. Progetti e prospettive per gli scavi e il Museo di Stabiae” questo il tema del convegno svoltosi ieri sera presso il Palazzo reale di Quisisana a cui hanno partecipato il sindaco Cuomo ed il soprintendente archeologico di Pompei, Ercolano e Stabia Massimo Osanna. Un’occasione per discutere sulle iniziative messe a punto a livello sia ministeriale che locale per valorizzare gli scavi di Stabiae e la collezione archeologica dell’Antiquarium stabiano.

Il dibattito è stato introdotto da Antonio Ferrara, presidente del “Comitato per gli scavi di Stabia”, che, dopo un excursus storico sulle varie fasi che hanno portato al ritrovamento del patrimonio archeologico dell’antica Stabiae, ha indicato gli obiettivi da raggiungere: «Per quanto riguarda l’Antiquarium, lo stato in cui versa attualmente non ci permette di definirlo tale, trattandosi ormai di un deposito malmesso pieno di cassoni contenenti i reperti. Occorre al più presto una nuova e definitiva collocazione. Altro obiettivo è la creazione del parco archeologico a Varano, al fine di collegare, con un percorso pedonale interno, villa Arianna e Villa San Marco, portando finalmente alla luce anche la villa del Pastore. Andrebbe ripristinato l’accesso basso a villa Arianna, attraverso l’area oggi occupata dal poligono di tiro. Quello di Stabiae è un sito di importanza assoluta, recenti studi hanno confermato che le ville di Varano erano le residenze d’otium di personaggi influenti in epoca imperiale, ne è prova indiscutibile la qualità straordinaria degli affreschi».

La condizione necessaria per raggiungere tali obiettivi è affrontare una volta per tutte l’annosa questione dell’abusivismo che interessa gran parte dell’area di Varano e che ad oggi rappresenta l’ostacolo maggiore per lo sviluppo del parco archeologico, che da anni resta un sogno irraggiungibile. A questo va aggiunta la creazione di un circuito pedonale archeologico che colleghi le stazioni Circum ed Fs alle ville archeologiche, come indicato anche dal sindaco Cuomo: «La zona a valle dell’area archeologica è zona rossa, assolutamente inedificabile, stiamo lavorando per risolvere i problemi provocati dall’abusivismo, una parte della zona a monte invece, qualora fosse confermata l’assenza di nuovi siti archeologici da portare alla luce, potrebbe essere recuperata anche per fini abitativi. Altro obiettivo è quello di collegare il sito di grotta S. Biagio agli scavi archeologici creando un circuito che parta dalla futura stazione di via Nocera. A tal proposito abbiamo insistito affinché fosse previsto un parcheggio sotterraneo nel progetto esecutivo, tra l’altro la nuova stazione si chiamerà “Stabia scavi”. Pochi giorni fa invece ho parlato con i responsabili del nuovo treno “Sorrento Express” invitandoli ad aggiungere anche una fermata a Castellammare di Stabia, proposta che hanno accolto positivamente».stabiae_buio_luce_quisisana_014 (3)

Il sindaco Cuomo ha continuato parlando della mostra “Dal buio alla luce” attualmente esposta negli spazi del palazzo reale, voluta fortemente dall’attuale amministrazione, che ha portato importanti reperti archeologici proprio alla reggia di Quisisana. Una mostra molto apprezzata anche dal ministro Franceschini che, dopo la recente visita a Stabia, dicono abbia preso molto a cuore la questione sia degli scavi archeologici sia della reggia che, oltre ad ospitare ulteriori reperti dell’Antiquarium, potrebbe ospitare una scuola di specializzazione di archeologia come confermato anche dal soprintendente Osanna nel suo intervento: «Anche il nostro obiettivo è quello recuperare Stabiae, pochi mesi fa abbiamo provveduto a rafforzare l’ufficio della Soprintendenza di Castellammare con due nuove figure, un funzionario architetto ed un funzionario archeologo. Un forte segnale per avviare una riorganizzazione interna mentre con l’ufficio legale stiamo cercando di risolvere tutti i nodi riguardanti l’abusivismo, a cominciare dagli abusi all’ingresso di villa San Marco. Anche la RAS (Restoring Ancient Stabiae)
deve fare la sua parte, il cantiere rimasto in sospeso a villa San Marco va completato. In stretta collaborazione con la direzione generale del ministero stiamo lavorando alla possibilità di individuare, con le dovute trasparenze, una cooperativa di giovani che possa prendere in gestione le visite guidate e tutti quei servizi aggiuntivi necessari per rendere maggiormente fruibile il sito di Stabiae, offrendo anche un importante possibilità occupazionale per i giovani del territorio.

Presto firmeremo un accordo di comodato con il sindaco Cuomo per creare un museo archeologico al Palazzo di Quisisana, trasferendo qui anche gli uffici. Non sarà un museo di provincia ma l’idea è quello di creare un concorso internazionale. Deve essere un progetto di qualità, basato sulla conoscenza e sulle conoscenze, in questa chiave va letto anche il nostro progetto di creare una scuola di specializzazione di archeologia, coinvolgendo studenti da tutta Europa. Il progetto è quello di intraprendere un percorso ambizioso che renderebbe il palazzo di Quisisana un centro di promozione, formazione e ricerca archeologica. Sono dell’idea che gli obiettivi finora indicati possono essere raggiunti solo se lavoriamo tutti insieme anche con la partecipazione della cittadinanza, infatti ho apprezzato molto il lavoro di promozione svolto dai volontari Legambiente con la campagna Salvalarte Ager Stabianus».

Ultimo intervento quello di Stefano Scanu, presidente del circolo Legambiente Woodwardia, che ha mostrato i dati delle presenze a villa Arianna e villa San Marco nei giorni di svolgimento di Salvalarte, svoltasi tutte le domeniche del mese di maggio, dimostrando come con un progetto valido di accoglienza e visite guidate, praticamente a costo zero, si riesca ad aumentare esponenzialmente il flusso delle visite. I dati letti da Scanu, frutto di questionari compilati dai visitatori, dimostrano in realtà come i disservizi percepiti da chi si reca in visita alle ville archeologiche siano ancora tanti. I progetti, l’entusiasmo e la condivisione tra enti diversi non mancano. Sarà difficile raggiungere gli obiettivi prefissati ma i presupposti ci sono, a patto che, come scritto a bordo dell’Amerigo Vespucci, figlia di Stabia per antonomasia: “Non chi comincia ma chi persevera”.

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Foto di Edgardo Esposito

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