Eav, il sindacato Orsa: “Scioperi selvaggi? siamo mortificati da 5 anni. Bye, bye Polese!”

treno1Di seguito la nota stampa diffusa dal sindacato Orsa.

In un articolo di oggi, Nello Polese nel comunicare di aver dato le sue dimissioni da amministratore unico dell’EAV, lamenta che in questa sua ultima esperienza, il prezzo che gli utenti hanno pagato è stato altissimo, a causa di guasti e “scioperi selvaggi”, omettendo, o forse dimenticando, data la sua età, una serie di importantissimi fattori e situazioni, in cui egli è stato uno degli attori principali, insieme al direttore generale Valeria Casizzone.
Cominciamo dal deficit, Polese non ricorda che esso era in massima parte dovuto a trasferimenti dovuti, da contratto di servizio, che la Regione Campania non aveva mai fatto verso le casse delle aziende di trasporto, per cui si “scorda” che oltre i 4/5 di esso erano crediti vantati verso la regione e non debiti.

I guasti continui poi, in principio, sono stati in gran parte causati dalle riparazioni fatte in modo non proprio consono, cannibalizzando i pezzi da altri treni, a causa della mancanza di soldi per comprarne di nuovi, ed oggi, a distanza di 13 mesi dalla terza, e inutile, riorganizzazione della struttura dirigenziale, nulla è cambiato, nonostante l’arrivo dei fondi, forse perché le persone scelte “personalmente” dal direttore generale, non si sono dimostrate adatte al compito a cui sono state destinate.

Gli “scioperi selvaggi” poi sono un’invenzione ad uso e consumo dei giornali, perché l’Italia è un paese in cui il diritto di sciopero, costituzionalmente garantito per tutti, nel settore dei trasporti è limitato e regolato da leggi e “sorvegliato” da un’autority, che in caso di mancanze da parte dei sindacati e/o dei lavoratori, non lesina sanzioni pecuniarie altissime, pertanto ciò di cui egli forse, impropriamente parla, sono delle manifestazioni di protesta di quei lavoratori, che in questi

ultimi anni, sotto la sua gestione, hanno visto assottigliarsi in modo cospicuo il salario, in ragione di uno scellerato accordo raggiunto nel 2012 con alcune organizzazioni sindacali, ratificato poi, da un referendum truffa tra i lavoratori. E’ da questi che ha recuperato gran parte di quei soldi che hanno contribuito a ridurre le spese dell’azienda, non certo da politiche di “spending review o razionalizzazione degli organici del personale.

Polese omette poi di ricordare, poi, che in questi ultimi cinque anni, abbiamo avuto ben due riduzioni del programma di esercizio (treni giornalieri circolanti), ma in compenso gli utenti hanno avuto però due ondate di aumento nel costo dei biglietti.

Il Sindacato OR.S.A. saluta, il prof. Nello Polese, augurandogli ogni bene, e auspica che il prossimo amministratore unico, così come il prossimo direttore generale, abbiano una maggiore indipendenza dalla politica, oltre ad avere una migliore disposizione nei confronti di quei lavoratori che in questi ultimi tormentati cinque anni, si sono assunti l’onere di caricarsi l’azienda sulle spalle e di tenerla in piedi e hanno cercato, a fronte di sacrifici personali, di far tornare le

aziende di trasposto su ferro, a quel modello, a quel gioiello che erano prima dell’avvento dell’amministrazione Caldoro, nonostante poi i tanti, troppi errori di un management che ha badato più a posizionare e riposizionare dipendenti e funzionari legati al “sistema politico-sindacale”, che a riqualificare il personale “definito in esubero” e rilanciare concretamente l’azienda. Vogliamo ricordare che l’EAV, ancora oggi, è un’azienda che non ha ufficialmente stabilito (o dichiarato) il proprio “Piano Industriale” e l’organico del personale che serve per attuarlo, due strumenti che sono alla base della vita e del rilancio di ogni azienda seria.

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