Licenziamenti Terme di Stabia, i dubbi di Sel: “volevano lavoratori fuori?”

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terme di stabia1100 lavoratori delle Terme di Stabia sono stati licenziati e nella nostra città nulla si muove, tutto è coperto da una fitta coltre di imbarazzante e vergognoso silenzio.
Ai lavoratori diretti licenziati ed ai lavoratori stagionali di Terme di Stabia, quest’ultimi già da tempo sono stati espulsi dal ciclo produttivo stabiese, va tutta la vicinanza e la solidarietà di Sinistra Ecologia Libertà.

Il nostro territorio sta vivendo una delle crisi economiche più acute della sua storia e incredibilmente la discussione sul rilancio e, dunque, sul futuro del nostro complesso termale, ed in generale del nostro intero apparato produttivo, sembra essere praticamente scomparsa dall’agenda politica di questa amministrazione.

Il lavoro non sembra più essere una priorità di Nicola Cuomo e della sua maggioranza che, intenta solo ed unicamente a recuperare i giusti equilibri interni, non ha trovato il tempo neanche di spendere una parola per esprimere la solidarietà ai lavoratori delle terme. Si continua imperterriti, con una sfacciataggine inaudita, a ritenere più importanti le aspirazioni dei singoli consiglieri piuttosto che la vita delle persone.

Viene il dubbio, per il modo a dir poco incredibile con cui è stata gestita l’intera vicenda, che l’obbiettivo finale di chi guida la città fosse proprio quello di liberare la struttura “dal peso dei lavoratori”.
Possibile che cento famiglie, a cui vanno sommate quelle dei lavoratori stagionali, perdono il proprio posto di lavoro e nessuno, NESSUNO, si pone il problema di come dover affrontare questa emergenza sociale?

In altre realtà della nostra Regione, dove ci sono vertenze aperte che hanno più o meno le stesse proporzioni delle nostre, la perdita di così tanti posti di lavoro non è vissuta con un tale livello di apatia e menefreghismo, ma, al contrario, si sta provando a costruire un fronte unico che consenta quantomeno di tenere accesa la speranza di poter rivitalizzare il tessuto economico di quei territori. Insomma, non solo passerelle, come quelle che hanno caratterizzato l’ultima campagna elettorale, con diversi esponenti politici che a turno si sono recati alle Antiche Terme per assicurare il loro impegno in prima linea ai lavoratori che erano in occupazione, ma una battaglia politica e sindacale seria e costruttiva.

Siamo stufi della superficialità, dell’approssimazione e della manifesta incompetenza con cui si sta dirigendo questa delicata fase della vita della nostra città. Il Sindaco deve venire in Consiglio Comunale e chiarire alla città in che modo intende far ripartire il settore termale. Servono percorsi concreti e strategie chiare che fino ad ora non sono state messe in campo.

Il centrosinistra, durante la dura opposizione al centrodestra targato Bobbio – che continua ad avere le principali responsabilità per il modo in cui ha gestito Terme di Stabia – aveva fatto un grande lavoro provando a costruire le condizioni per scongiurare il fallimento del comparto termale, riuscendo finanche ad approvare in Consiglio Comunale atti d’indirizzo che avrebbero potuto creare le condizioni per costruire percorsi volti a scongiurare la chiusura dello stabilimento, come ad esempio l’ipotesi di fusione tra Terme e Sint. Nicola Cuomo, all’epoca segretario del Pd, condivise con noi quelle soluzioni, salvo poi ritenerle non all’altezza un minuto dopo essere stato eletto. Soltanto SEL ha con coerenza continuato a sostenere la necessità di proseguire sulla strada già tracciata: il nostro programma elettorale n’é la prova.

I lavoratori di terme, proprio grazie alla progettualità messa in campo dal centrosinistra, e nella speranza che si riuscisse a porre rimedio ai disastri combinati da Bobbio, decisero di sostenere alle ultime amministrative la candidatura di Nicola Cuomo. Inutile dire che il Sindaco ha tradito la fiducia in lui riposta dai lavoratori e delle forze politiche che l’hanno sostenuto.
Apprendiamo dalla stampa che nelle intenzioni della amministrazione comunale ci sarebbe l’obbiettivo di rendere disponibili ai cittadini le acque termali, anche senza entrare nel complesso delle Antiche Terme. Intanto siamo costretti a sottolineare che è alquanto strano che un’iniziativa di questo tipo si intraprenda solo un minuto dopo il licenziamento di tutti i lavoratori termali.
Ci chiediamo, inoltre, in che modo l’apertura all’uso civico della mescita delle acque possa essere garantito ai cittadini stabiesi. E’ indubbio, infatti, che per tale attività è necessario l’impiego, seppur in misura ridotta, di forza lavoro. Quali lavoratori saranno impiegati? Si utilizzeranno una parte di quelli appena licenziati da terme o si immagina l’assunzione di nuovi soggetti? E in che modo gli stessi verranno selezionati?

Sono tutte domande che meritano una puntuale ed immediata risposta o il rischio sarà quello di compiere altri pasticci, così come è avvenuto nella gestione dell’intera vertenza terme.