Bologna 2 agosto 1980-2015. Per Non Dimenticare Salvatore Lauro e Velia Carli

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BRUSCIANO – A Bologna 35 anni fa, alle ore 10,25 del 2 agosto 1980, una bomba piazzata nella sala di attesa dei viaggiatori face saltare in aria la stazione delle Ferrovie dello Stato. Le vittime furono 85 fra cui due cittadini provenienti da Brusciano, i coniugi Salvatore Lauro  di anni 57 e  Velia Carli di anni 50. La più giovane di quei martiri, Angela Fresu, di tre anni è stata impersonata da Valentina Lodovino nel “racconto onirico di una vita negata” nel lavoro cinematografico intitolato “La Linea Gialla. Bologna 2 Agosto” e distribuito dal quotidiano “la Repubblica“. Il progetto nato da un’idea di Aldo Balzanelli è stato realizzato su soggetto e sceneggiatura di Emilio Marrese, con la regia di Francesco Conversano e Nene Graffagnini. Nel 35esimo anniversario a Bologna c’è stata la prima visione pubblica di quest’opera di impegno civile e di commemorazione nazionale di quel vile attentato di cui, una volta puniti gli esecutori, non si conoscono ancora i mandanti.

Giuseppe Mocerino, Lorenzo Esposito, Antonio Castaldo, Giovanni Mocerino
Giuseppe Mocerino, Lorenzo Esposito, Antonio Castaldo, Giovanni Mocerino

Il sociologo Antonio Castaldo nel farsi promotore a Brusciano di una spontanea commemorazione ha raccolto qualche testimonianza e scavato negli archivi del Comune di Brusciano, il cui sindaco, sensibile a questo tema,  è  Giosy Romano, dove uno degli addetti all’Ufficio Anagrafe, Luigi Belfiore,  ha assicurato la massima collaborazione alla ricerca. La trascrizione burocratica dei registri,“Deceduto a Bologna il 2/8/1980”, non rende la tragica e terribile natura di quei decessi, mentre nel continuare la consultazione dei documenti si legge che Lauro Salvatore era nato ad Acerra l’11 agosto del 1923 e Carli Velia era nata a Tivoli il 2 settembre del 1930. Si sposarono a Guidonia il 26 dicembre del 1948. A Brusciano, dall’8 agosto del 1973, i coniugi Lauro vivevano serenamente con i loro figli: Maria Grazia, Patrizia, Rosanna, Aurora, Gennaro e Francesca. Alcuni testimoni dell’ultimo periodo felice della loro vita quotidiana bruscianese, sono stati rintracciati dal sociologo Antonio Castaldo.

I  fratelli Mocerino, Giuseppe di anni 59, ingegnere elettronico, e Giovanni, 57 anni, docente di laboratorio di elettrotecnica, hanno raccontato che “la casa della famiglia Lauro era in fondo a Viale Europa e confinava con la campagna circostante dove la nostra famiglia svolgeva attività agricola. Con i cordiali rapporti instaurati fra i nostri genitori ed il maresciallo e la signora e la reciproca fiduciosa conoscenza avemmo la possibilità di instaurare contatti commerciali con Velletri perché nostro padre era fornitore di uve per tante famiglie di Brusciano e del circondario quando per tradizione ognuno faceva il vino per i consumi familiari, fra agosto e settembre di ogni anno. L’amarissima vendemmia di quell’anno la conserviamo nella nostra memoria indelebilmente perché segnata dalla tragica notizia dei morti del 2 agosto a Bologna rigurdante anche i nostri cari vicini che lasciarono orfani i loro sei dolenti figli. Tutta Brusciano partecipò alle esequie per il dolore di quella sfortunata famiglia quando giunsero le spoglie dei genitori Salvatore Lauro e Velia Carli”.

Giuseppe Castaldo di anni 44, imprenditore, ha rammemorato i giorni di scolaro, “alla Scuola Elementare, Dante Alighieri, che frequentavo con Francesca l’ultima nata della famiglia Lauro. Ricordo che i grandi parlavano di una bomba scoppiata alla stazione di Bologna e di due bruscianesi uccisi in quell’attentato. Alla ripresa dell’anno scolastico, Francesca non c’era, poi seppi che era stata portata presso i suoi parenti a Pomigliano d’Arco”.

Lorenzo Esposito di anni 80, pensionato, con alle spalle decenni di attività commerciale in generi alimentari, sulla Via Nazionale a Brusciano, ora continuata da due dei suoi figli, ha ricordato che “il Maresciallo Salvatore Lauro e la gentile signora Velia Carli erano nostri clienti. Durante gli acquisti ci si attardava con piacere a scambi di opinioni, riflessioni, esperienze di vita e lavoro. Io spesso portavo mio figlio Matteo, oggi avvocato, ed il loro, Gennaro, a giocare al pallone. Ricordo che questa famiglia era molto operosa, loro avevano anche una piccola attività di produzioni di magliette e qualche volta me ne hanno regalato qualcuna. Ne facevano anche per le paranze ed i comitati del Feste dei Gigli. Giravano con un furgoncino sia per lavoro e che per il tempo libero. La mia triste memoria è fissata a quella domenica del 2 agosto 1980, quando al ritorno dal mare sapemmo di quella irreparabile tragedia. Il rito funebre a Brusciano avvenne nella Chiesetta di San Sebastiano Martire in Via Cucca con grande partecipazione della Comunità e dell’Amministrazione Comunale”.

Antonio Castaldo, che è stato collega di lavoro, presso il Comune di Brusciano, di Aurora Lauro, così ha rievocato il suo ricordo della città di Bologna: “In autunno, nell’anno 1977, la partecipazione al Convegno contro la repressione, tre giorni di fine settembre diventati 15 giorni di esplorazione per l’Italia, insieme all’amico Felice Ruggiero; in inverno, il 1979, con una squadra di meridionali in lavori edili e stradali e poi il 1980 in tandem metalmeccanico con Reggio Emilia;  in primavera ed estate, il 1981, con la più istituzionale esperienza come supplente presso l’Istituto superiore femminile “Alfonso Rubbiani”. Ricordo il Primo Anniversario dell’attentato a Bologna, animato dal “Foglio dei Quattro Giorni” che si proponeva “di essere un registro, sia pure essenziale, degli stati d’animo, dei pensieri, delle speranze, delle aspettative dei sentimenti dei giovani convenuti a Bologna per le Manifestazioni del 2 agosto” con referente il coordinamento nella Sala Accursio in Piazza Maggiore  cura di Bruno Brunini, Maurizio Maldini, Nicola Muschitello, Mino Petazzini e Roberto Roversi.  Era il 2 agosto del 1981“.

Oggi, 2 agosto 2015, avendo visto “La Linea Gialla. Bologna 2 Agosto”  ci sintonizziamo con il cantautore, Francesco Guccini,  che nei panni di un negoziante nel film afferma: “A Bologna ad agosto bisogna starle vicino”.

E questa vicinanza vogliamo mantenerla con il filo della memoria impiegato nella tessitura di una solidarietà sociale, imbevuto dell’impegno civile e cristallizzato nella responsabilità storica e nella verità giudiziaria di una nazione che vuole essere giusta, libera e democratica.

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