Vittorio Sgarbi presenterà “La sirena di Capri”

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1407947977-sgarbimanoVittorio Sgarbi sarà sull’isola per il vernissage della mostra dal titolo “La Sirena di Capri” della ceramista, scultrice e pittrice Silvana Galeone, presso la Sala Donna Lucia Morgano del Grand Hotel Quisisana, oggi 9 agosto alle ore 19.00.

 

 

La mostra sarà aperta fino al 21 agosto. L’iniziativa è a cura dell’Istituto di cultura meridionale in collaborazione con il Grand Hotel Quisisana e con il patrocinio del Comune di Capri e dell’Azienda di Turismo.

 

 

Silvana Galeone vive e lavora a Roma e nella Grottaglie delle antiche fornaci realizza le sue ceramiche maiolicate. Ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte. Nel corso della sua attività professionale numerose sono state le mostre in Italia (Spoleto, Roma, Terni, Mantova, Matera, Milano, Taranto, Recanati, Cosenza, Fermo, Napoli) e all’estero ( Praga, Losanna, Toronto, Brasilia, San Paolo, Rio de Janeiro, Vienna, New York, Nizza). Nel corso della sua attività artistica ha ricevuto numerosi ed importanti riconoscimenti, interessando la critica e la stampa italiana ed estera.

 

Tra gli alti hanno scritto di Lei: Cesare Zavattini, Ugo Moretti, Dema Querelle, Francesco Grisi. Un’arte potente quella di Silvana Galeone, fatta di dipinti, ma anche di ceramiche. L’onda lunga dell’itinerario artistico di Silvana sembra fondere insieme legami ancestrali con la sua piccola “patria”, sensibilità personali riconducibili all’universo femminile, tecniche espressive sempre rinnovatesi in un continuo interscambio tra la mentalità della creta e la trasposizione dedicata ai colori. E’ la donna che assume centralità e protagonismo nel suo percorso figurativo: si tratti del suo ruolo acquisito mediante un processo ricognitivo maturato dalla tradizione classica e dal persistente riferimento al mito, maggiormente presente nella produzione ceramica dell’Autrice, si tratti delle molteplici e variegate manifestazioni della stessa femminilità, ricorrente con frequenza nelle tele, che attiene alla sua stessa condizione esistenziale di madre, di sposa, di seduttrice: il tutto rivissuto attraverso un’insita trasposizione onirica.

 

Ultima notazione riguarda le tecniche espressive dove la ricchezza esuberante dei colori non mortifica in alcun modo quella tendenza neofigurativa verso la quale si esprime compiutamente l’opzione artistica, anzi la esalta e la vivifica.