Oggi l’autopsia sul corpo di Pietro Spineto. Ancora troppi i punti oscuri sulla vicenda

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Spineto torre del grecoOggi, presso l’obitorio dell’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, alla presenza degli avvocati delle due famiglie sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Pietro Spineto, il giovane raggiunto all’occipite  e fulminato da un colpo di pistola in vico Bufale a Torre del Greco.

Le due famiglie si conoscono bene dato che i ragazzi erano cresciuti e stavano sempre insieme, ed insieme le due famiglie stanno attraversando quella che, comunque sia, è una tragedia inattesa. Carlo, il padre della vittima, straziato, non riesce a credere in quel che è successo e piange suo figlio: «Ho visto mio figlio morto, era a terra, accucciato come un cane. È stato terribile».

Ad un centinaio di metri dalla prima abitazione travolta da quella che apare effettivamente una fatalità, in un’altra casa, c’è la mamma di Simone, il minorenne che si è accusato di aver esploso tragicamente il colpo fatale che ha ucciso l’amico del cuore e per questo indagato per omicidio colposo. La donna parla di fatalità e racconta del “gioco” fatto dai due giovani che una volta presa la pistola hanno mimato l’esplosione di colpi e che solo mentre il quindicenne a sua volta, prendendo l’arma dalle mani dell’amico, provava ad imitare l’amico avrebbe lasciato realmente partire quel maledetto proiettile.

Le perplessità degli inquirenti però restano, principalmente sulla scomparsa dell’arma che non è stata più ritrovata anche se il quindicenne ha confermato agli inquirenti di averla lasciata sul posto. Ad essere sparito, proprio come la pistola, il padre di Pietro Spineto, pur non essendo ricercato, come confermato dagli inquirenti. L’uomo, pregiudicato per droga,  ha fatto perdere le sue tracce dal momento dell’omicidio. La risposta ad un simile comportamento potrebbe trovarsi nella proprietà dell’arma detenuta illegalmente, e magari usata in altre occasioni, e che se finisse in mano agli inquirenti potrebbe apportare elementi utili non soltanto per il gioco mortale effettuato dai due ragazzi.

Di certo la dimestichezza dei due ragazzi con la pistola, raccontata agli investigatori dal quindicenne è la conferma di un ambiente degradato. Questo comunque non aveva impedito a Pietro di essere un ragazzo tranquillo ed al sua amico di restare lontano da certi ambienti che gli poteva essere ben facile frequentare.

Nel cortile, di proprietà del padre del quindicenne, i due giovani c’erano andati per dar da mangiare ai cani, dei pitbull, e nel prendere le chiavi dal davanzale di una finestra dove Simone poggiava sempre le chiavi, avevano invece trovato l’arma. Chi l’avesse lasciata in quel luogo è uno dei tanti interrogativi che ancora non trovano risposta e sul quale si concentrano le indagini della Polizia.

La scientifica e gli agenti del commissariato di Torre del Greco, guidato dal primo dirigente Davide Della Cioppa, hanno, intanto, sequestrato il bossolo calibro 7.65, sul luogo del delitto ed hanno sottoposto all’esame del guanto di paraffina sia il 15enne che la vittima. Analizzati in tal senso anche i vestiti di entrambi i giovani. Per i risultati, però, bisognerà attendere qualche giorno, probabilmente entro la settimana.

Nel frattempo il quartiere si è mobilitato per aiutare la famiglia di Pietro, che vive in difficoltà economiche, per raccogliere i soldi necessari per il funerale del giovane. In prima fila Vincenzo Porzio referente del comitato di quartiere “Il Progresso”, l’uomo abita a pochi metri dalla famiglia Spineto e conosceva, un po’ come tutti in quella zona, lo sfortunato giovane.

Intanto, da ieri, un mazzo di fiori bianchi è stato appeso al cancello del cortile teatro del tragico omicidio.