Terzigno, intervista allo scrittore Alfredo Ranieri

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eco diavoloHo sempre immaginato uno scrittore che si districasse fra le alte pile di libri, messi qua e là all’interno del proprio studio, con addosso intrinseco quell’odore che solo le pagine di un libro sanno emettere. Chi è uno scrittore? Lo scrittore è chi scrive opere con intento artistico e oggi, incontro uno scrittore amico, amante della propria terra, lettore appassionato di qualsiasi autore ci sia in circolazione che considera i libri come una finestra su tante realtà: Alfredo Ranieri. L’autore, che fra l’altro è un avvocato penalista, è chi ha scritto “ L’eco del diavolo”, un romanzo thriller ambientato nei paesi della provincia di Napoli.

“L’eco del Diavolo”, che effetto fa vedere il tuo libro alla Feltrinelli? Sicuramente la contentezza per aver visto una mia storia impilata in numerose copie sugli scaffali di quel paese dei balocchi che ho tanto frequentato: le librerie. Contentezza mista a quel pizzico di orgoglio per aver reso possibile che il nome del mio paese sia passato sotto gli occhi di tanti amici lettori.

Come stile e genere letterario noto una certa somiglianza con lo statunitense Dan Brown?
Lo stile non è propriamente alla Dan Brown, ma ti ringrazio per l’accostamento; lui è eccezionale. Uno scrittore non sa di avere uno stile. Inizia a scoprirsi ogni volta che si siede dietro alla scrivania e decide di scrivere un’altra storia. Il mio stile, se così devo definirlo. È abbastanza cinematografico. Ecco, questa è una cosa che dico spesso “ io scrivo come vorrei vedere un film al cinema, ricco di colpi di scena e in continuo movimento…” Leggendo atti giudiziari per professione ho iniziato ad avvicinarmi all’idea di scrivere un romanzo d’indagine coinvolgendo gli inquirenti dall’interno. Alcune delle scene saranno ambientate all’interno di Procure della Repubblica, commissariati, questure. E’ la voglia di rendere fantastico quel mondo che frequento ogni giorno. L’idea di narrare una storia con gli occhi di chi, indagini e crimini ne vedono ogni giorno scritti in pagine e pagine di atti.

Lo sguardo di Alfredo Ranieri dov’è rivolto?
Il mio sguardo è rivolto a che come me, ha trenta anni. Un’età di non radicale rottura, di miglioramento. A trenta anni si leviga il proprio carattere, si va avanti consapevoli che la vita, alla fine non è priva di difficoltà. Il mio sguardo e un grande in bocca al lupo per la vita a tutti i miei coetanei!

Che cosa dobbiamo attenderci adesso?
Adesso ci sarà da aspettare il secondo thriller, un racconto al quale sto già lavorando durante la mia attività di avvocato. Le idee nascono camminando e, alla fine, non ci inventa nulla perché tutto si trova per strada. Un secondo lavoro ancora più oscuro e profondo. Un altro viaggio nella psiche umana.

Terzigno, con il tuo romanzo ritorna a farsi conoscere positivamente, quanto bisogna valorizzare il nostro territorio?
E’ doveroso valorizzare la terra dalla quale si proviene, nella quale si è nati. Fregarsene sarebbe quasi come rinnegare una madre e ciò non è meritevole di degna esistenza. Credo che la valorizzazione di Terzigno sia uno fra gli obiettivi della mia vita, consapevole del fatto che un paese così piccolo, racchiude una storia vissuta ai piedi del Vesuvio, possa e debba essere conosciuto in tutta Italia e non solo.
La cultura nella nostra terra.

E’ fondamentale. Si raccoglie per le future generazioni ed è a coloro che ci si rivolge in questo momento. La cultura è una cosa fondamentale, nessuno te la può togliere, è solo tua. E più ne hai e più racconti, e più racconti e più vivi.
Chiudi gli occhi e cosa immagini per la nostra terra.

Immagino solo la serenità di una popolazione ridente, martoriata dalla discarica. Persone che continuano ad andare avanti nonostante le difficoltà create da questo mostro ambientale.
A quanto il prossimo appuntamento?
Il prossimo appuntamento sarà a Terzigno, proprio nel nostro paese, nel quale presenterò il romanzo insieme con alcuni personaggi dello spettacolo. Vi aspetto tutti, mi raccomando. Ogni presentazione sarà presente sulla pagina face book “ L’eco del diavolo”.

Nando Zanga