A Saviano la “Festa dello ‘nciucio”

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inciucioSabato 12 e domenica 13 settembre 2015 passeggiata tra vicoli, portoni, bassi del borgo di Sirico in Saviano. Le serate saranno allietate da sapori, musiche, balli e racconti dei tempi passati.

La manifestazione, giunta al suo decimo anno, riscuote, edizione dopo edizione, sempre più successo e consenso, sia di critica che di pubblico, per la soddisfazione degli organizzatori.

La kermesse 2015 è stata presentata ieri presso il palazzo Allocca. Alla cerimonia sono intervenuti per un saluto istituzionale: il sindaco di Saviano Dott. Carmine Sommese e il consigliere della città metropolitana di Napoli Francesco Iovino.

Al tavolo dei relatori hanno partecipato: Grazia Caliendo (presidente dell’ass. socio-culturale rione Sirico “Michela Polverino”), Sabatino Bonaventura (vice-presidente dell’associazione e presidente del comitato carnevale rione Sirico), il prof. Vincenzo Ammirati (siricano doc), che ha tenuto uno excursus storico sulla origini della kermesse.

Ma cos’è la “Festa dello ‘nciucio” (il pettegolezzo)? Quali sono gli obiettivi e le finalità?

La kermesse – che dal 2005 si svolge tutti gli anni a settembre – ha una finalità di carattere didattico e informativo, volta a promuovere lo sviluppo sociale, culturale e civile. Rafforzare i vincoli di solidarietà umana tra i cittadini e soprattutto tra le giovani generazioni, comprendere il presente partendo dal passato per conoscere le proprie radici, diventa necessaria condizione per un confronto con l’altro e per uno scambio umano proficuo e paritario. Questo è l’intento dell’associazione “Michela Polverino”, che organizza l’evento e opera attraverso la riscoperta del valore delle antiche origini, le quali, partendo dall’arte popolare e dall’artigianato, diventano espressioni culturali comunemente denominate folklore.

L’associazione “Michela Polverino” è costituita da appassionati volontari che si dedicano alla divulgazione e valorizzazione culturale del luogo in cui operano. Essa propone numerose iniziative tra cui la mostra dei presepi, il carnevale di Saviano e la rinomata “Festa dello ‘nciucio”.

Tutti i siricani partecipano attivamente ai preparativi dell’evento, mettendo a disposizione attrezzature e strumenti agricoli di un tempo, conoscenze, impiego di tempo e lavoro. Il borgo di Sirico in Saviano rappresenta, infatti, il luogo che racchiude la tradizione e la territorialità che hanno trasformato nei secoli i riti e le usanze della vita popolare in quelle che oggi possiamo definire importantissime risorse culturali ed economiche.

La manifestazione, giunta al suo decimo anno, entra nei borghi, nei luoghi del lavoro contadino, dei mestieri, dei sapori, della genuinità, della sobrietà e della serenità della vita di un tempo. Attraverso vicoli, portoni, bassi si realizza la semplicità, la solidarietà e la gioia di condividere un passato che ritorna prepotente e che diventa inciucio: inteso, però, strumento di partecipazione emotiva alle vicende altrui, piuttosto che maldicenza, cattiveria o valore limitante.

Lo ‘nciucio, infatti, è il fulcro della kermesse: esso ricostruisce una magica e nostalgica atmosfera in cui tutto è possibile, tra musica, balli e danze della trazione popolare napoletana, scene magistralmente allestite e arti popolari quasi del tutto dimenticate. La manifestazione di Sirico si propone, dunque, di diventare attraverso la variabilità e originalità delle diverse edizioni, una delle poche testimonianze di un’epoca ancora preservata nei suoi valori materiali e immateriali più significativi.

L’obiettivo dell’associazione è quello di raccogliere e preservare strumenti della memoria, tradizioni, peculiarità locali che caratterizzano il patrimonio culturale di una collettività, ma anche di sensibilizzare e coinvolgere tutte le forme associative del territorio: scuole, volontariato, istituzioni, produttori locali al fine di creare percorsi e occasioni di socializzazione e di scambi culturali per mettere in relazione le tradizioni e la storia con il presente e i cittadini con i visitatori.

Il borgo che si affaccia su piazza Emanuele Gianturco, i vicoli della antica Sirico e gli edifici che architettonicamente ancora riportano segni del passato, la cultura tipicamente contadina delle generazioni antiche, gli strumenti agricoli, le attività di un tempo sono cimeli da conservare e valorizzare perché segni e esempi perenni della cultura, non solo di Sirico ma dell’intero paese di Saviano.

Appuntamento, quindi, per le due serate di sabato 12 e domenica 13 settembre 2015 per ritornare indietro nel tempo, rivivendo per un attimo il mondo contadino dei nostri avi, deliziando il palato con squisite pietanze preparate dalle matrone siricane e – perché no – “fare qualche ‘nciucio” con i tanti personaggi in abiti d’epoca che popoleranno i vicoli della contrada savianese.