Pompei…che tristezza! Non riconosco più la mia città

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Campanile_Pompei_05_-_Vs_Piazza_Bartolo_LongoSono originario di Pompei e come quasi tutti gli anni, passo un po’ delle mie vacanze a casa dei miei genitori. Ora vivo “purtroppo” in Inghilterra, non sono uno dei cervelli che l’Italia ha perso. Non penso di essere un eccelso cervello, però volevo la mia chance e l’ho trovata lontano dall’Italia. Torniamo a noi e a quello che voglio raccontare. Ho passato alcuni giorni a Pompei. Ho guidato, ho fatto passeggiate per le strade di Pompei e… Che tristezza!!! Non la riconosco più la mia città.

In Inghilterra vendo un prodotto italiano, automobili FCA, Fiat, Alfa e Jeep per intenderci, l’italianità, lo stile, il design, la passione. Anche il mio accento italiano fa parte del gioco. Ogni volta che i clienti mi chiedono da dove vengo, io con orgoglio, dico “Pompei”. Nove su dieci, la conoscono e mi chiedono: “ma che ci fai qua? Quei posti sono bellissimi” e giù complimenti alla mia terra.
In questi giorni ho visto, purtroppo, una cittadina che è famosa in tutto il mondo ma che non riconosco più. Non è Pompei! È’ una città dimenticata dal mondo.

Signor sindaco, si vergogni!!!

Io non so di quale partito lei è. Non mi interessa! Non voglio fare politica.

Darò ora solo degli esempi, di cose elementari che mancano e che sono di competenza del Comune. Non voglio andare neanche troppo otre, sarebbe una lista troppo triste è troppo lunga: Guidando per le strade di Pompei ho notato l’incuria, le buche, i pericoli. La mancanza assoluta di segnali sulla strada. Intendo strisce, Stop, dare precedenza etc.

Ed ecco l’esempio di cui parlavo. Mi sono trovato in una rotatoria quasi di fronte agli Scavi e ho provato ad attraversarla seguendo il codice della strada, ma dalla mia destra con prepotenza, un piccolo furgone pretendeva di passare per primo. Abbiamo abbassato i finestrini e il guidatore ha esordito, senza essere volgare, “… capisco, lei porta una macchina straniera…”. Dal canto mio avrei voluto solo indicare a quella persona la segnaletica stradale che detta a chiunque si immetta in una rotatoria di dare precedenza. Purtroppo del segnale a cui mi riferivo, non ne ho visto neanche il calco. È finita là, con un sorriso. Quel po’ di rabbia è passata dopo pochi secondi. Poi mi sono chiesto, ma se ci fosse stata la segnaletica orizzontale, se ci fossero stati i vigili urbani a correggere gli autisti sulle strade di Pompei, forse sarebbe stato più facile attraversare quella rotatoria?

Signor sindaco, una domanda, ma dove sono i vigili Urbani? Sono stato 12 giorni a Pompei e l’unica volta che li ho visti è stato quando di sera, mentre stavo con mia moglie in piazza, gustando un gelato, ho visto una pattuglia con tre vigili urbani attraversare la piazza davanti al Santuario. Che efficace esempio di dispiegamento delle Guardie Comunali. Questa gliela risparmio Signor Sindaco. E troppo facile farne delle conclusioni esilaranti. E allora abbiamo deciso di passeggiare verso piazza Schettini, o quella che doveva essere una piazza. Là, ho trovato altri Vigili Urbani. Però, che efficienza organizzativa! Signor Sindaco, le ricordo che Lei è il primo responsabile dell’ordine pubblico di una città!
Poi cos’è e Piazza Schettini? Cosa significano quei tuguri in mezzo a quello che una volta era una piazza? Attraverso piazza Schettini, in direzione di quella che era una volta chiamata Fonte Salutare, avrei potuto intrattenermi con quei ragazzi che la popolavano nei punti più scuri e dai quali avrei potuto acquistare qualsiasi tipo di droga. Che tristezza! Non voglio andare oltre. Sarebbe troppo triste. Ho voluto solo elencare tre esempi di ordinaria amministrazione. E l’ho fatto apposta. Perché appunto, è ordinaria amministrazione. Signor Sindaco se lei non è in grado di espletate attività di ordinaria amministrazione o è incompetente o non ha voglia di fare il sindaco, allora si faccia da parte. Pompei ha bisogno di ben altro e lei pare non all’altezza di Pompei. Anche Toto’, il principe della risata, potrebbe venire in aiuto. Lei come Totò, nella sua campagna elettorale, avrà gridato al suo quartiere: votantonio, votantonio, votantonio!!!

E con il suo megafono avrà urlato ai suoi “seguaci” di votare “47” morto che parla! Proprio come Totò. Ma lo stesso Principe della risata dice anche …Ma mi faccia il piacere!

Ovviamente non sarò anonimo.

Nicola Barrasso

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