Torre Annunziata, un Pd “ornamentale” inesistente su Palazzo Fienga

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claudio bergamascoCon una nota, ancora una volta pungente e netta, Claudio Bergamasco, presidente forum Sicurezza e Legalità – Pd, interviene sulla questione “Palazzo Fienga”, criticando l’azione politica che definisce “ormnamentale” del Pd torrese.

Del resto la nota giunge in contemporanea con la notizia di dissequestro da parte del tribunale di riesame che ” annulla l’impugnato decreto di sequestro degli immobili e dispone la restituzione dei beni agli aventi diritto”.

Così l’esponente Pd:

L’altro giorno, alla commemorazione di Giancarlo Siani, presente anche il ministro della Giustizia, si è ritornati a parlare di Palazzo Fienga. Il che è positivo, e lo stesso dicasi per l’impegno sulla vicenda promesso da Orlando. Decisamente meno positivo risulta essere, invece, il modo con cui, da parte del livello locale, si è inteso affrontare il problema e prospettarne le soluzioni.

Vi è una mancanza di linearità che genera confusione e conseguente scetticismo, finendo per legittimare perfino quello aprioristico. Appena l’altro giorno si lamentava, da più parti, il fatto che fosse rimasta al palo la discussione sul futuro dello stabile. Ora se ne apprendono addirittura gli esiti. Palazzo Fienga, ribattezzato Siani, come sede di uffici per i giudici di pace, di alloggi per le Forze dell’Ordine, di strutture da destinare ad attività formative e ricreative.

Davvero un bel progetto. Ma come, quando e da chi è stato deciso? Non doveva essere il frutto di un dibattito diffusamente partecipato? Si parla dell’immobile come di un bene confiscato alla camorra. Va ricordato che fu sgomberato, in primis, in quanto pericolante e che la procedura di confisca di un bene alle mafie è alquanto complessa. Difficile che possa esaurirsi in pochi mesi. Già nel 2008, all’indomani dell’operazione Alta Marea, l’Amministrazione comunale annunciò un forte impegno per Palazzo Fienga, da inquadrare in un processo di riqualificazione complessiva dell’intero Quadrilatero delle Carceri.

CC palazzo FiengaA distanza di sette anni bisognerebbe tirare le somme, non rinnovare gli annunci. Il tutto mentre l’assessore all’urbanistica Raffaella Celone lancia l’allarme sul rischio che vada sprecato l’intero suo lavoro dell’ultimo anno. E’ possibile, dunque, che qualcuno, complice la vetrina mediatica, si sia abbandonato ai proclami.

Se così fosse, sarebbe un modo completamente sbagliato di approcciarsi ad una vicenda di estrema complessità e di non facile risoluzione. Ma il punto non è questo. Almeno per ora, la questione davvero problematica è capire che fine abbia fatto il PD, il mio partito. E’ entrato in maggioranza per farsi promotore, garante e controllore di un percorso di rinascita. Anche in questa circostanza, invece, è spettatore silente, sospeso tra le parole del sindaco e qualche boutade estemporanea. Presenza ornamentale in processi decisionali che avvengono anche per nome e per conto suo.

Mentre al Senato torna ad azionarsi il pallottoliere, ad Andrea Orlando si augura lunga vita come Guardasigilli.

Giosuè Starita tra meno di due anni terminerà il suo secondo mandato e non sarà ulteriormente candidabile. Il Partito Democratico, invece, ci sarà ancora. Con tutte le sue responsabilità. Si consiglia un po’ di lungimiranza e una classe dirigente in grado di capire che essa consiste in qualcosa di più di qualche affascinante rendering.

Claudio Bergamasco

Intanto, alla luce di quanto deciso dal riesame, il progetto lanciato dal sindaco Starita, c’è da dire, improvvidamente, se già mostrava qualche evidente falla, oggi, naufraga prima di prendere il mare, lasciando ancora un altro problema da affrontare per Torre Annunziata.

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