Salvo Nastasi commissario a Bagnoli tra critiche ed ombre

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salvo nastasiOrmai da tempo nell’aria, da poco è stata ufficializzata la nomina a commissario straordinario di governo di Salvo Nastasi e la composizione della “cabina di regia” cui prenderà parte anche la Regione Campania. Nastasi, da sempre nel cerchio magico renziano, è già stato commissario straordinario del Teatro San Carlo e ha lasciato la Direzione generale degli Spettacoli dal vivo al Ministero dei Beni culturali per diventare il vice segretario generale di Palazzo Chigi: l’incarico ulteriore di commissario di Bagnoli è, in ogni caso, a titolo gratuito.

Già completamente contrario a questa scelta si era mostrato da tempo il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che negli ultimi giorni ha attaccato pesantemente questa nomina: “Con questa nomina voluta dal Presidente del Consiglio, nella sua opera di saldatura di ben individuati centri di potere, si viola la Costituzione e si attenta all’autonomia della Città di Napoli” – ha affermato alla stampa il sindaco – “Di fronte a tale violenza istituzionale e incisiva protervia nel perseverare nel minare la coesione sociale e gli equilibri democratici reagiremo in maniera adeguata e proporzionata sul piano istituzionale e politico”. Infatti già ad agosto aveva parlato di ricorsi contro la nomina, raccolte firme per un referendum abrogativo dello Sblocca Italia nella parte di Bagnoli: “In democrazia si decide coi poteri ordinari, no ai commissariamenti” – ha poi fatto sapere ancora il sindaco – “Non abbiamo di fronte persone di poco spessore, ci troviamo di fronte a un abuso di potere del presidente del Consiglio. Quando il ricorso sarà pronto, sarà reso pubblico”.

La battaglia Renzi – de Magistris si è acuita proprio sulla questione Bagnoli: il premier, a detta del sindaco, è reo di non aver rispettato i patti presi l’anno scorso, quando aveva promesso un ruolo fondamentale per il Comune di Napoli nella gestione del problema Bagnoli: con l’avanzare del decreto si è capito invece che il premier Renzi non avesse la minima intenzione di coinvolgere l’amministrazione comunale, che infatti è stata relegata a funzioni di ufficio senza poteri decisionali.

Pur contrario alla nomina di Nastasi, il governatore regionale Vincenzo De Luca sembra però cercare margini di intesa col governo, non adoperando parole forti come ha fatto invece il sindaco de Magistris: “La Regione – ha affermato De Luca – intende muoversi sulla base di due valutazioni: occorre recuperare i gravi ritardi che ci sono stati. Sulla questione del “commissariamento” si sono espresse in questi mesi opinioni diverse o divergenti, del tutto legittimamente. Oggi però non si ritiene utile per Napoli il protrarsi di conflitti istituzionali che rischiano di produrre solo altri intollerabili ritardi; le decisioni di merito relative al destino futuro di Bagnoli – ha fatto sapere De Luca – non possono che essere espresse dalle istituzioni del territorio, insieme ai soggetti economici, sociali e culturali presenti a Napoli ed in Campania. Non è commissariata la volontà democraticamente espressa dai cittadini: la ‘cabina di regia’ può essere il luogo e lo strumento da utilizzare a tale scopo. “Il lavoro da fare – ha ancora aggiunto – è complesso e difficile. E’ utile ed opportuno muoversi, fare i primi passi, uscire dalla palude. Poi ci sarà tempo e modo per fare tutte le verifiche sulle concrete scelte di merito”. Il Pd locale si è invece dalla parte del governo, tramite le parole di Francesco Nicodemo, dirigente Pd e componente dello staff comunicazione di Palazzo Chigi, così come favorevoli sono stati i commenti dell’ex governatore regionale Stefano Caldoro.

Il Movimento 5 Stelle ha invece attaccato duramente la scelta di Nastasi. Beppe Grillo ha infatti scritto sul blog: “Il M5S – si legge nella nota – ne aveva chiesto la sospensione dal Mibact quando era indagato, ma invano: ora che la sua posizione è stata archiviata e nonostante le ombre che restano su di lui, Renzi pensa di promuoverlo. E’ la storia di Salvatore Nastasi, direttore generale del Mibact per lo Spettacolo dal vivo, che ora a quanto pare il Presidente del Consiglio vorrebbe come prossimo commissario per gestire la difficile riconversione dell’ex area siderurgica di Bagnoli”. E continua: ““Ma come mai il governo sceglie per una funzione tanto delicata un super dirigente del Ministero che fino a qualche mese fa risultava ancora indagato? Possibile che non ci siano personalità dalla storia più trasparente a cui affidare questo incarico? Andiamo a vedere chi è Salvatore Nastasi: amico del faccendiere Luigi Bisignani e di Gianni Letta, Nastasi compare più volte nelle intercettazioni sulla P4 e in quelle dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla cosiddetta ‘cricca’ della Protezione Civile.

In effetti le ombre su Nastasi sono parecchie. Ai magistrati di Napoli, Luigi Bisignani, il noto faccendiere berlusconiano, elencò i politici con cui aveva rapporti assidui: c’erano la Santanché, Lorenzo Cesa, Raffaele Fitto, Salvatore Nastasi, Alfonso Papa, Denis Verdini, Michaela Bianco-fiore, Clemente Mastella. Inoltre, in una intercettazione allegata al fascicolo della P4 si legge: “Ho un messaggio da parte del dottor Nastasi: chiedeva al dottor Bisignani di poter avere la sua autorizzazione per fissare un appunta¬mento col dottor Geronzi”, prova secondo i magistrati di una deferenza verso il faccendiere.
Poi Salvo Nastasi è stato inoltre indagato nella vicenda del sequestro conservativo dei sei milioni di euro a Marcello Fiori che dal 2008 al 2010 era commissario delegato per l’emergenza degli scavi archeologici di Pompei: Nastasi all’epoca presiedeva la Commissione di indirizzo del Ministero dei Beni culturali, a cui era affidato il compito di approvare gli interventi proposti da Fiori. La Procura di Torre Annunziata aprì una inchiesta sulla faccenda, ma la Corte dei conti ne dispose poi l’archiviazione per Salvo Nastasi e per altri otto tra dirigenti regionali e ministeriali coinvolti lo scorso marzo anche per un’altra inchiesta, quella della magistraura contabile, sui lavori al teatro grande di Pompei.

Questa nomina inoltre è arrivata proprio quando il Consiglio di Stato ha conferma l’ordinanza sindacale del 3 dicembre 2013: secondo il principio del “chi inquina paga” l’amministrazione comunale di Napoli aveva infatti intimato alla Fintecna (proprietaria dei suoli) di provvedere entro trenta giorni alla presentazione di un progetto per la rimozione della colmata di Bagnoli e alla messa in sicurezza dell’arenile che si estende tra Coroglio e l’ex quartiere operaio, e alla Cementir di ripristinare la messa in sicurezza dell’area di sua competenza.

Mario De Angelis

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