Amiamoci oggi

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vignetta2L’amore nel 2015 scoppia come i chicchi di mais tostati nell’olio di girasole, l’amore oggi nasce prima che nascano gli amanti. Addio alle fasi intermedie, addio all’invaghimento, alle farfalle nello stomaco. Ti so, ti amo.

Non ci sono età, luoghi, limiti. Nasce l’amore con facilità paragonabile solo a Beep-Beep, con tanto di retro-infilature di benserviti come quelli che si trova Willy il coyote.

Non è più l’avvento della primavera, della stagione. Non sono più le rondinelle che mettono gli ormoni in subbuglio. Ormai l’amore sorge in contemporanea con l’accesso ad internet.

Incrociamoci su una qualsiasi chat, conosciamoci su SnapChat, scambiamoci i connotati su WhatsApp, fornichiamo con videoni e fotazze su Skype. E, ovviamente, ufficializziamoci su Facebook.

E’ talmente tutto cambiato che pure la Perugina non agghinda più i pugnetti di cioccolato con frasi che inneggiano l’amore. Non so se avete notato, ma ormai le perle di saggezza interessano l’amicizia, si leggono  dritte su come tenersi stretti gli amici. E mica per omaggiare l’affinità per eccellenza? Immaginate tutti gli intrighi amorosi confidati in amicizia? Non sia mai si sfili quel rapporto, chissà quanti chili di melma ci si riverserebbe addosso, ci si ritroverebbe catapultati nel cast de “Le parole che non ti ho detto, a deficiente!”.

L’amore oggi non riguarda solo gli adolescenti, siamo tutti noi ad aver cambiato il nostro approccio con l’altro. Sarebbe stata poca roba notare che l’avvento del web nel quotidiano, stesse modificando solo i fanciulli, li avremmo definiti cambi generazionali e bon.

Ci saremmo ritrovati qui e lì a notare dediche alla “sei la cosa più bella che mi sia capitata”, “era una vita che ti stavo aspettando”. Salvo poi notare che gli autori sono tutti chicolatino2002 e Fedenda2003 che scrivono di vite, di esperienze e di attese. “Sei la cosa più bella che mi sia capitata (dopo i Plasmon nel latte caldo”, “era una vita che le mie Barbie ti stavano aspettando, Oh Ken”, declamazioni più credibili.

Ma, paradossalmente, gli effetti peggiori, le disastrose conseguenze dello stato “disponibile on line” interessano principalmente gli adulti, i genitori di questi giovani d’oggi, e pure qualche generazione precedente a tali genitori.

Quanti di voi, come me del resto, si ritrovano a leggere stati e pensieri di amicizie, parenti e compañeros che, ufficialmente, sono sistemati o sembravano presenti a se stessi?

Possibile mai che siamo diventati così stupidi o che stupidi lo eravamo sempre stati e io non ne sapevo nulla? Odi, omaggi, discorsi enfatici a tramonti, albe, raggi di luna, voli di uccelli e fiori. Ma quando mai?! L’alba ha sempre ricordato la sveglia, e mai come ora con l’avvento dell’inverno è motivo di prima incacchiatura del giorno, l’uccello è da tempo immemore ricollegato all’auto appena lavata, pensiero a cui segue la preghiera dello “speriamo che non lasci il souvenir proprio sul mio pulito”. Siamo diventati esperti citatori, senza conoscere i citati.

Gli sfregi dell’amore, come anticipavo, sono palpabili sui portatori di capello sale e pepe o tintura.

Gli over 40, e dintorni, si lasciano andare a frasi tipo “mi sento come un ragazzino”, cioè inesperto, sprovveduto, incapace di gestirsi. Però capacissimo ed espertissimo nel far scivolare la zampaccia nel punto B. E ‘sti baldi giovani si invaghiscono sempre di chi ha, almeno 10 anni meno di loro. E grazie al carciofo che uno si sente giovane. Si sente.

Le under 50, e dintorni, invece omaggiano la vista di chi le legge con, ad esempio, “mi sento nuovamente viva”, un esercito di Tutankhamonine. Lo sostengo da anni che gli inni alla facilità (non è felicità ma facilità, attenzione) cantati dai Pooh ipnotizzavano le casalinghe e cesseranno solo quando rimarrà della band solo Roby Facchinetti, senza manco i suoi acuti terrificanti.

E dobbiamo sperare che non scoppino mai. Diversamente, come l’estrattore di succo, l’amore e i suoi drammi estrapolano fuori la creatività dei nostri amici.

“Chi c’è c’è, chi non c’è non serve”, “se ti incrociassi in strada, tu fossi in difficoltà e io in auto, farei retromarcia e prima marcia, retromarcia e prima”, “ne ho pestate troppe di cacche, basta camminare a testa bassa”, se mettessimo lo smartcell in tasca, magari …

Anche la confessione, sacramento a cui tutti ci siamo sottoposti, almeno una volta nella vita, è diventata più frequente. Tra gli stati amorosi, tra gli sfoghi disastrosi, ecco che spunta un omaggio alla Vergine Altissima. Prima ti stritolo sotto il mio bolide, poi spero che la Vergine Altissima mi assista.

Basta poco per scoprirsi aperti all’amour. Basta poco per scoprirsi. Basta poco per aprirsi.

Basta poco, che ce vo?

 

 

Anna Di Nola

 

 

 

 

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