Napoli: “L’insostenibile leggerezza del ragù”, al via il progetto ShowFood di NarteA

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Senza Napoli la cucina italiana non esisterebbe, sarebbe solo un insieme di grandi cucine regionali. La tradizione partenopea sta alla gastronomia un po’ come il fiorentino dantesco alla lingua italiana.
Partner operativo di “Magna – Mostra Agroalimentare Napoletana”, per la prima volta in assoluto, l’Associazione Culturale NarteA presenta “L’insostenibile leggerezza del ragù”, evento inaugurale del nuovo progetto napoletano ShowFood, in scena venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2015 (alle ore 21:00) nel Complesso di San Domenico Maggiore. Riprendendo i titoli, in chiave umoristica, dei classici della letteratura internazionale, NarteA accende i riflettori sulla mostra ideata da  con un inedito format d’intrattenimento: tra esibizioni, cultura e tradizione culinaria campana, si propone di valorizzare il territorio regionale e i suoi prodotti, di raccontare le tradizioni attraverso la tavola e di far conoscere le origini di una pietanza prima ancora di gustarla. Tutto questo magnando tanta cultura campana.

“L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni”. Così scrive Kundera nel suo romanzo, ma questo stesso principio non vale quando ci si appresta a preparare il ragù napoletano: un piatto molto antico che deriva dalla cucina popolare francese, diventato pietanza simbolo della domenica in famiglia. Per cucinare questa celebre salsa, si deve tenere a mente che “la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore”. Un buon ragù si ottiene solo tenendo a mente l’essenza di queste nozioni e la scelta dei prodotti tradizionali. In questo modo mai “sarà un dramma della pesantezza, ma della leggerezza”. Tutto “sembrerà d’un tratto più leggero. Quasi librando nell’aria. Entrando nello spazio magico di Parmenide, si assaporerà la dolce leggerezza del sugo napoletano. Ora sulle vostre spalle non sarà caduto un fardello, ma l’insostenibile leggerezza del…ragù”.san domenico maggiore

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