Trasporti, De Luca annuncia: “in un anno acquisto di oltre 300 bus e treni”

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vincenzo de luca”Ripartiamo da zero, in maniera seria e non scriteriata”. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, annuncia ”tabula rasa” nel settore del trasporto pubblico locale e presenta il piano di rilancio di un comparto in ginocchio. ‘Trasporti: dal disastro al rilancio’ è il nome de piano targato De Luca

che etichetta lo stato attuale del tpl da ”terzo mondo” e di fronte ”uno sforzo enorme” per fare in modo che il servizio pubblico possa effettivamente essere un servizio e non un disservizio.

Un piano che prevede un investimento complessivo di 600 milioni di euro, con l’acquisto di 340 autobus e 34 treni nuovi nell’arco di un anno. Di questi fondi, 540 saranno utilizzati per l’acquisto di materiale, 30 per incrementare il fondo regionale dei trasporti, gli altri 30 per l’introduzione di nuove tecnologie nel sistema.

Le scelte programmatiche alla base del piano prevedono un aumento delle risorse libere regionali per il Tpl attraverso cui la Regione intende aumentare la quota dei fondi, passando dagli attuali 105 milioni a 135, con una inversione di tendenza rispetto ai tagli effettuali dalla Giunta precedente e con l’obiettivo di contenere l’effetto che avrebbero le penali sul Tpl, inflitte dal Ministero in virtù della nuova normativa del comparto.

Si andrebbero a perdere risorse per 32 milioni di euro. É previsto un programma di rinnovamento del parco autobus regionale con 97 pullman già acquistati per un totale di 23,5milioni di fondi Pac e ministero dell’Ambiente; sono in via di acquisizione altre 250 vetture per le quali sono in arrivo 35 milioni di fondi statali e 30 di risorse comunitarie le cui gare saranno bandite nel 2016. Nell’arco di un anno, il piano, secondo quanto spiegato da De Luca, comincerà a dare i suoi frutti.

I mezzi arriveranno per la prossima estate perché ”gli ordinativi sono già stati fatti e così diamo anche respiro alle imprese”. Perché ”uno dei danni che abbiamo subìto in questi cinque anni, oltre alla carenza del servizio, è stato il lavoro tolto alle aziende che costruiscono i mezzi”.