Castellammare, Fincantieri: vertice alla Fiom-Cgil

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Fincantieri (26)

Un’azienda dalla storia gloriosa ma che, da qualche anno, sta attraversando una crisi senza precedenti. Le ottimali condizioni lavorative che hanno interessato l’intera società di Fincantieri nel corso del tempo si stanno perdendo, e i numeri parlano di un ridimensionamento aziendale. Per risollevare le sorte societarie, si è deciso di entrare in Borsa ma nonostante tutto si sono persi ben 39 punti a testimonianza di come la politica industriale sia totalmente diversa dalla politica finanziaria.

I vari cantieri italiani, tra cui quello di Castellammare, Palermo e Monfalcone, da tempo hanno visto ridimensionare la loro forza lavorativa e con il passare del tempo, il futuro diventa sempre più scuro. In merito, è stata indetta una riunione a Roma, agli inizi di dicembre, con l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e i sindacati dei lavoratori.

Per affrontare al meglio l’incontro, e per discutere su quelli che sono i punti più importanti del nostro programma, quest’oggi si è riunita a Castellammare, negli uffici Fiom-Cgil, una delegazione presieduta da Bruno Papignani, segretario della Fiom dell’Emilia-Romagna il quale ha confermato i punti sul quale si baserà la prossima riunione:”Sara un’incontro cruciale e noi vogliamo prepararci al meglio. Sono molti i punti su cui bisogna lavorare per dare una svolta all’azienda: per prima cosa, bisogna distribuire il lavoro ovunque, in tutti i cantieri italiani da Nord a Sud. Non ci dovranno essere più spezzatini ne ricatti, tutti dovranno avere la stessa quantità di lavoro; un’altra cosa importantissima è quella di diminuire gli appalti. I lavoratori non hanno diritti, vengono sottopagati e si rischia di avere infiltrazioni camorristici: così facendo si rischia di non riuscire a gestire il tutto. Inoltre si tenterà di migliorare gli orari e i turni lavorativi: a Castellammare per esempio si adotta il 6×6 (sei giorni lavorativi). Bisogna ripagare i lavoratori del loro sacrificio con un’adeguata retribuzione. E, infine, bisogna ripristinare gli arretrati.”

“E’ come se ci fosse una sorta di indifferenza nei confronti di Fincantieri e dei suoi lavoratori – continua Antonio Santorelli, Responsabile Zona Torrese – Stabiese della Fiom – Le loro sorti, riguardano tutta i cittadini e non solo le loro famiglie. Non bisogna dimenticare che se verrà eliminato l’indotto Fincantieri a Castellammare ci saranno delle ripercussioni sociali non indifferenti. Rilanciare il cantieri significa anche rilanciare l’intera società: serve soprattutto per ridare dignità all’intera città. Nei prossimi giorni ci muoveremo anche presso le istituzione regionali, anche presso le prefetture.”

Una situazione, quindi, ancora tutta da definire con le istituzioni sindacali che sono pronte a dare battaglia. Con la mancanza di investimenti, il cantiere ora rimarrà aperto ma per il futuro non ci sono sicurezze. Con poco lavoro, si può andare avanti ma risulta difficile creare una programmazione a lungo termine.

Gennaro Esposito