“Io canto per amore”: intervista a Consiglia Licciardi

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licciardiSpezia forte e rara del panorama musicale, con la sua formazione classica Consiglia Licciardi ha saputo distinguersi, sin dai suoi esordi, nella valorizzazione della lingua e della cultura popolare.
Cantante versatile e appassionata, con il suo timbro avvolgente e caldo è, senza dubbio, una delle voci più belle di Napoli.
Ed è Napoli che Consiglia abbraccia quando canta. “Io canto per amore” mi dice, quando la chiamo al telefono.
È una donna vera. Consiglia mi accoglie come una vecchia amica.
Parliamo. E riconosco inconfondibile il suo suono. Quello che ti fa ricordare brani come Cicerenella, Michelemmá e la musica classica napoletana che ha fatto innamorare intere generazioni in Italia e all’estero.
La sua voce e la sua passione l’hanno portata ovunque. Mi dice che la chiamano molte ambasciate, nel mondo. In Egitto all’ Opera house dove Verdi debuttò con l’Aida, a Buenos Aires, in Tunisia nell’anfiteatro romano, in Portogallo. Dove l’hanno molto amata. “Qui la televisione nazionale – mi racconta – ha mandato in onda la diretta del concerto “La voce di Napoli – A voz de Lisboa”, in cui il Fado di Nuno da Câmara Pereira incontra la poesia napoletana.
Consiglia é madre delle sue emozioni. Come le viscere della terra. Mi fa memoria delle sue esperienze. E dei momenti che più ricorda e porta nel cuore. Come la sera del concerto di qualche anno fà in Tunisia, nel Colosseo piccolo. A El Jem. A 80 km dal deserto. ” C’era vento ed io cantavo tra il tufo e la pietra e la sabbia mi colorava la faccia” . Mi racconta, la cantante di Materdei.
Che a Materdei è molto legata.
“Negli anni’70 – dice, la cantante – il mio quartiere ha conosciuto un periodo di intenso fervore culturale. Lí sono cresciuti artisti del calibro di Salvatore Esposito, che suona con Arbore, Lello Giulivo e  altri artisti. Sono stati anni che ricordo con grandissima emozione”.
Mi accoglie nel suo passato, nei giorni in cui ha vinto a soli 16 anni il premio la Voce Nazionale e della cultura musicale di cui si è cibata crescendo. Col fratello Peppe.
“A cui e’ legata a filo doppio”. E sento, nelle sue parole, sincero e profondo affetto fraterno.
Peppe fa il chitarrista e da sempre le scrive i testi e cura arrangiamenti. Anche del nuovo disco in uscita SUD.
Tutti brani inediti. Il fil rouge è il sud, con la sua forza artistica, con la sua ricchezza di idee, colori e suoni e la sua sfacciata povertà e miserie.
Il SUD che è una festa. Festa. Così s’intitola un brano del nuovo disco. “Ogni giorno al Sud – mi spiega Consiglia – è una festa. È una strada di scugnizzi che urlano allegria”.
Mi parla, poi, dell’iniziativa legata all’uscita dell’ album. La maratona di Crowd funding lanciata sul web per la realizzazione del video SUD.
Dice: “in America il Crowd funding è molto diffuso. Non solo nel mondo della musica, ma anche per la costituzione di imprese. A Napoli non è stato semplice far capire che l’ arte e il suo pubblico s’abbracciano in un nuovo rapporto”.
Ma è solo questione di abitudine.
Come tutto.
E mi rivela un suo piccolo sogno. Futuro e decisa a realizzare. “Il prossimo disco lo vorrei fare con un progetto di Crowd funding e forse ci alleghiamo un libro”.
E mi sorride con l’aria di chi sa che ce la farà.
“Mi piacerebbe se venissi a vedermi in sala di registrazione” Mi dice, salutandomi. Ed io giuro, che non vedevo l’ora.

Ornella Scannapieco