Napoli, crolla un edificio dell’Università

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Buona parte di un edificio in disuso del complesso del Dipartimento di Veterinaria dell’Università “Federico II” di Napoli è crollata trascinando con se’ anche parte dell’edificio limitrofo in uso, destinato al alcune attività di studio, frequentato da docenti e ricercatori.

Non si registrano feriti. Il palazzo in uso era stato fatto evacuare in mattinata dopo che si erano manifestate le prime crepe in quello disabitato che su di esso poggiava.

All’origine del crollo una voragine.

“In attesa di tutti gli accertamenti del caso da parte delle autorità, rispetto al crollo di una palazzina in disuso nel dipartimento di Veterinaria dell’Universita’ Federico II di Napoli, la cosa più importante da rilevare è che non ci siano stati feriti. Una circostanza fortuita di cui ci rallegriamo: visto l’accaduto, il rischio di danni alle persone era molto alto. L’altro elemento, politico, sul quale ci soffermiamo riguarda il fatto che proprio in queste ore, in legge di Stabilità, il governo sta tagliando 30 milioni di euro destinati all’edilizia universitaria. Noi, attraverso un emendamento, chiediamo di ridestinare allo stesso scopo quelle risorse. Speriamo che questa tragedia sfiorata faccia ravvedere l’esecutivo”.

Lo affermano i parlamentari M5S in commissione Cultura. Per il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo: “La palazzina è crollata perché costruita su una cavità tufacea, si tratta di un cedimento in fondazione. La palazzina è situata a ridosso di via Foria, sotto la quale sembra esistere una immensa cavità che ha ceduto, probabilmente, per un’infiltrazione non visibile dalla strada. Una tragedia sventata per miracolo perché i primi cedimenti sono avvenuti alle 4,30 del mattino e le palazzine evacuate prima del crollo. Dopo lo sgomento è il Comune di Napoli a dover fare chiarezza per accertare le responsabilità anche interne: Napoli è piena di cavità tufacee e diventa urgente da parte del sindaco predisporre una verifica di tutti gli edifici pubblici per sventare qualsiasi tragedia futura”.

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