“Scafati, il consiglio comunale va sciolto”. La richiesta dell’Antimafia

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scafati_municipio“Il Consiglio comunale di Scafati va sciolto”. E’ questa la richiesta dei pm dell’Antimafia di Salerno alla prefettura salernitana che in queste ore ha ricevuto la richiesta dopo le indagini della Dda di Salerno coordinata dal pm Vincenzo Montemurro. Secondo gli inquirenti il Comune è stato infiltrato dalla camorra, in particolare secondo la tesi dell’accusa alcuni appalti pubblici sarebbero stati pilotati in favore di aziende vicine al clan dei Casalesi.

Ora sarà la prefettura a dover decidere le sorti del comune scafatese guidato dal sindaco di Forza Italia Pasquale Aliberti. Già lo scorso mese di settembre il sindaco e sua moglie, il consigliere regionale Monica Paolino, avevano ricevuto

perquisizioni negli uffici e un avviso di garanzia da parte della Dia con l’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso, associazione  di tipo mafioso e corruzione. Nel provvedimento sono stati implicati anche due membri dello staff del sindaco

e la segretaria comunale Immacolata Di Saia, già nel mirino degli investigatori in altri procedimenti come personaggio legato ai casalesi e sponsorizzata dall’ex sottosegretario Cosentino. Le indagini dell’Antimafia sono partite quando è esploso nella notte un ordigno nei pressi dell’abitazione della cognata del consigliere comunale di opposizione Vittorio D’Alessandro che aveva denunciato “appalti sospetti”.

Le gare finite nell’occhio del ciclone sarebbero quelle riguardanti la manutenzione delle strade e la riqualificazione di un polo scolastico.

Relativamente alla notizia di richiesta scioglimento Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche da parte della DDA, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: “Abbiamo fiducia nella gestione delle indagini in corso da parte della DDA alla quale ho preferito da subito rendere dichiarazioni spontanee pur non conoscendo i fatti per i quali ero e sono indagato. Mi dispiace, invece, che ogni notizia relativa a questi argomenti venga amplificata dai giornali, rischiando in questo modo di creare continui sospetti su un’azione amministrativa che continua ad essere esclusivamente nell’interesse della Città”.

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