Caso Quarto, il sindaco Capuozzo si dimette: “Ha vinto la camorra”

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“A Quarto ha vinto la camorra, mi dimetto”. Così Rosa Capuozzo pochi minuti fa nell’ambito di una conferenza stampa convocata al palazzo di città dopo l’audizione della giornata di ieri in commissione parlamentare antimafia.

“Questa è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra», il passaggio più forte della Capuozzo, che spiega ancora. “Non è una resa ma un gesto di responsabilità per Quarto. Ho fatto giuramento e ho rispettato fin che ho potuto –

ha aggiunto – gli altri quelli che si sono dimessi forse credevano di fare una gita fuori porta. Chi è rimasto al mio fianco può camminare a testa alta”. Queste le aprole di un sindaco visibilmente provato dallo stess e dalla pressione mediatica degli ultimi giorni.

Dopo le dimissioni del consigliere De Robbio, colui che avrebbe ricattato il sindaco circa presunti abusi edilizi nella sua abitazione con tanto di foto, il Movimento Cinque Stelle a Quarto ha perso anche il presidente del consiglio comunale che si è dimesso.

I numeri erano diventati risicati e l’espulsione dal movimento grillino del sindaco Capuozzo hano fatto il resto. Sul ricatto del consigliere De Robbio, secondo l’Antimafia collegato ad un imprenditore della zona vicino al clan Polverino,  il primo cittadino di Quarto ha ribadito: “Il Direttorio era a conoscenza di tutto sin dall’inizio, sette mesi mi sono sembrati sette anni”. “Ho fatto giuramento e ho rispettato fin che ho potuto – ha aggiunto – gli altri quelli che si sono dimessi forse credevano di fare una gita fuori porta”.

A giudizio del sindaco “questa è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra”. “Mi sono sentita abbandonata da M5s ma si sono sentiti abbandonati tutti i cittadini di Quarto. Non è semplice – ha aggiunto – quello che stiamo affrontando in questo territorio, con il movimento accanto sarebbe stato più facile”.

Ora il Comune andrà sciolto – dopo che negli ultimi anni vi erano stati ben due sciogliemnti per infiltrazioni camorristiche – e sarà commissariato. Le nuove elezioni si terranno la prossima primavera ma la Capuozzo annuncia: “non ci sarò, non mi ricandido”.

Di seguito il comunicato integrale di Rosa Capuozzo.

“Buongiorno a tutti. Mi dimetto dalla carica di Sindaco.
Il calcolo avrebbe voluto che questo avvenisse quando mi è stato chiesto dal direttorio, uscita in grande stile, molte polemiche in meno ed una ricandidatura tra gli applausi. A me non interessa tutto questo, faccio scelte di principio e non di convenienza. Scelta di convenienza che ha fatto il Movimento e che, in questo momento, alla luce delle mie dimissioni, si deve assumere, nei confronti di tutta la città di quarto, la sua responsabilità.

Scelta dovuta al clamore mediatico, visto che la posizione del Movimento nei mie confronti è cambiata così tante volte durante i 15 giorni dallo scoppio del caso Quarto, senza che, in realtà sia cambiato nulla rispetto nella questione giudiziaria.

Prima gli 8 punti con cui si dimostra che i voti di De Robbio non sono decisivi e che possiamo continuare ad amministrare la città. Poi arriva il 6 gennaio e l’attacco mediatico. Io rimango ancora, e lo sono a tutt’oggi, parte lesa nell’indagine ma il direttorio, il 9 gennaio, mi comunica con una telefonata che devo dare le dimissioni.

A quel punto, chiedo un incontro perchè ritengo di avere pieno diritto che mi venga almeno detto di persona quanto deciso e perchè. L’incontro avviene il 10 gennaio, prima del fash mob indetto dai cittadini di Quarto. In quella sede, Roberto Fico, Luigi Di Maio e Carlo Sibilia, mi propongono di dimettermi il piazza con il loro appoggio e la loro presenza ma io mi rifiuto, prima di tutto perchè non lo ritengo giusto nei confrotni dei cittadini onesti di quarto che hanno affidato a me il loro voto, ed inoltre perchè non avrei avuto modo decidere insieme ai miei consiglieri, anche loro espressione della volontà dei cittadini, che non meritavano di aprrenderlo in quel modo.

In piazza, durante il flash mob, in presenza di molti dei consiglieri comunali del M5S della Campania, che erano lì per sostenermi, sul blog di Beppe Grillo appare un comunicato con cui si chiededono ufficialmente le mie dimissioni perchè sono accusata di omessa denuncia, da chi? Dalla magistratura? No! Dal Movimento, anzi, dal direttorio!

Omessa denuncia di una situazione di cui lo stesso direttorio era a conoscenza. Fino al nuovo cambio di versione delle motivazioni dell’espulsione di cui vengo a conoscenza solo dinanzi alla Commissione antimafia, in cui mi viene detto che anche un solo voto della camorra al M5S è fondamentale per chiedere le dimissioni.

Ed allora chiedo formalmente da parte mia e da parte dei cittadini di Quarto offesi da questo voltagabbana continuo, di spiegare perchè i voti che i consiglieri regionali hanno preso a Quarto sarebbero diversi dai miei.

Perché la coerenza morale non la si può chiedere solo agli altri, la si deve adottare in primis verso se stessi.

Ed ora veniamo a cosa ha prodotto tutto questo, a quali sono le conseguenze di questo comportamento irresponsabile del Movimento.

L’amm.ne del M5S quarto va a casa. Dopo il flash mob, ho chiesto ai miei consiglieri se se la sentissero di combattare una battaglia difficile contro un sistema di potere che ha devastato Quarto per troppi anni. 15 consiglieri, 15 uomini e donne, hanno detto che avrebbero lottato con me: li ho guardati negli occhi e ci ho creduto, ma ci ho creduto solo io a quanto pare.

È iniziato lo stillicidio delle dimissioni dei consiglieri, con motivazioni ridicole per chi, aggiungo, aveva assunto su di sè la responsabilità di amministrare un paese. Io ho fatto un giuramento e l’ho ripettato finchè ho potuto. Gli altri credevano di andare a fare una gita fuori porta.

Arriviamo a ieri l’altro, mi sottopongo alle domande della Commissione Parlamentare antimafia, che si aggiungono a quelle della Procura in cui sono parte lesa. Una giornata durissima ma sempre convinta di farlo per ristabilire la dignità alla citta di quarto ed a questa amministrazione.

Ieri arrivo in Comune ed apprendo che anche il presidente del consiglio vuole dimettersi. E’ davvero troppo.
Per tutto quello che vi ho detto ho deciso di lasciare, lascio dopo 7 mesi che mi sono sembrati anni. Sono stati difficilissimi. La mia non è una resa, è un gesto di responsabilità e di amore per Quarto che non può continuare ad essere strumentalizzata e denigrata in questo modo.

A questo punto, ringrazio le persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio con onestà intellettuale e morale. Le dimenticanze non sono tali.

Ringrazio Andrea Perotti, vicesindaco ed assessore all’ambiente che ha lavorato e creduto instancabilmente in questo progetto forse anche più di me. Ringrazio Donatella Alessi, assessore agli affari generali e legali, professionista capace ed esperta ed amica speciale.

Ringrazio Francesco Pisano, assessore alla legalità che ha insegnato a molti cosa vuol dire essere una persona di parola.

Ringrazio i mie consiglieri Anna Perotti, Giorgio Fontana, Giovanni Lo Sardo, Salvatore di Mare, Daniela Monfrecola, Vincenzo Di Pinto, Roberta Buiano, Marco Pavia e Gianluca Carotenuto. A loro che sono rimasti compatti al mio fianco per il bene di Quarto senza cedere, va il mio ringraziamento più sincero: devono uscire da quest’aula consiliare a testa alta per aver resistito su una barca in tempesta senza scappare come topi.

Ringrazio l’opposizione presente in aula.

Ricordo, inoltre, che nei prossimi giorni partiranno i lavori per l’illuminazione di due strade e della Villa Comunale. A Quarto nei prossimi mesi sarebbero dovuti arrivare i primi risultati del Paes, il patto dei Sindaci, che potrebbe portare a Quarto 40 milioni di euro entro il 2020.
Spero che continuino i tavoli di lavoro per il dissesto idrogeologico anche senza una guida politica e amministrativa e così spero che vadano avanti anche i progetti delle nuove strutture sportive tra cui la tensostruttura ed il progetto sport sociale che tanti problemi ci ha creato sul territorio e che ha contribuito a tutto questo. Ora vi saluto.”

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