Sarri quasi infinocchi-ato da Mancini

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Ma cosa fai Sarri? Ti permetti di offendere il capellone? Il capellone sale e pepe da quando è allenatore?

Immediatamente in punizione! Con le orecchie di asinello in pelouche rosa, in ginocchio sui sassolini e dietro il lavagnone luminoso del quarto uomo.

Il capellone ha battuto i piedi sull’ erbetta “Gnornò, gnornò, gnornò, le scuse non le voglio! La parolaccia brutta e cattiva ha offeso tutti gli ospiti di Barbara D’Urso, per par condicio dovrebbe sfilare al gay Pride”.

Maurì, sei contento? Sei un attapirato. Beccati il tapiro d’oro, proprio come quello ricevuto da Balotelli dopo il litigio a paccheri e buffettoni con Mancini. Vuoi vede’ che Mancini aizza le liti e fa sì che altri ricevano le attenzioni di Valerio Staffelli di  “Striscia la notizia”?

Che Mancini aizzi le liti pare sia d’accordo pure il giudice sportivo Tosel; tant’è vero che oltre al tecnico azzurro Maurizio Sarri, per epiteti offensivi (punito con due giornate di squalifica e ammenda da 20.000 euro), è stato punito anche Roberto Mancini per atteggiamento intimidatorio negli spogliatoi verso Sarri, con ammenda di 5.000 euro.

Il Napoli è costretto a palesare la sua non avversione contro gli omosessuali (ma che cavolata!) e si è dichiarato favorevole ad affrontare una partita amichevole per sostenere i diritti gay contro il San Vito Positano di cui è presidente onorario Alessandro Cecchi Paone, unico tesserato Figc dichiaratamente gay.

Mancì, sei contento? Più di così c’è solo il tatuaggio di Hello Kitty sulla natica mancina di tutti i tesserati napoletani.

La cosa strana è che Roberto Mancini, ai tempi della Fiorentina,  si rivolse a un cronista de “La Gazzetta dello Sport”, Alessio Da Ronch, con lo stesso insulto di Sarri, ben quindici anni fa. La lite non finì per poco alle mani e presente era anche un altro giornalista. Ma come? Siòr Mancini, tutto abbottonato e paladino dei giovani sofferenti, che è? Ti offendi ad momentum? Ad convenientum?

E come? ‘Sta cosa della Gazzetta esce mo e non nel 2001? E perché non fu punito, non si offese il cronista, etc etc?

E via, poi, che ipocrisia! Allo stadio quante se ne dicono all’ arbitro e al suo capo ramificato (le corne) in altezza, quasi come se la ramificazione fosse di serie?

E quante se ne dicono, in momenti di foga, col braccio alzato dritto all’automobilista selvaggio?

La contestualizzazione è un termine che mister Mancini, evidentemente, conosce solo per sentito dire, o, magari, gli rode ancora troppo che mister Cenerentola lo abbia scavalcato in classifica, mentre lui un mese fa già si vedeva a festeggiare il decimo di stella sulla maglia.

In compenso, gli agricoltori napoletani ringraziano, sono stati venduti molti più finocchi da martedì.

Perché a Napoli l’ironia è padrona e riesce a rendere meno deludente anche l’uscita dalla Coppa Italia.

E non è un caso che si usi il termine “finocchio” per adombrare, assalire qualcuno. Poco c’entra coi rifermenti omofobi e similari. Finocchio, nel gergo comune, significa imbrogliare, raggirare qualcuno. La pianta aromatica veniva servita, infatti, da antichi cantinieri assieme al vino perché capace di rendere gustoso anche un vino di cattiva qualità.

Non mi credete? Credete che voglia infinocchiarvi, imbrogliarvi?

Leggete: http://www.meditflora.com/natura_cultura/finocchio.htm

Anna Di Nola