Villa Cuomo, ecco il tesoro di Sant’Antonio Abate /FOTO

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LEPRE DA VILLA CUOMO S.ANTONIO ABATE

Entro la fine di febbraio la cosiddetta Villa Cuomo, una fattoria del primo secolo dopo Cristo, rinvenuta in località Villa Salese quarant’anni fa, in virtù di un accordo da sottoscrivere tra la Soprintendenza archeologica speciale di Pompei e l’amministrazione comunale, passerà in affido decennale al comune di Sant’Antonio Abate.

VILLA CUOMO  (1)L’obiettivo è quello di aprirla alle visite e farne un elemento di valore su cui puntare per il rilancio culturale, storico e turistico della cittadina. Il complesso è formato da ambienti e da un portico colonnato. L’impianto originario della villa, risalente all’età repubblicana, secondo gli archeologi è stato modificato in epoca imperiale. A nord dell’aia con pavimentazione in cocciopesto, c’è un ambiente ampio, non intonacato, con pavimentazione in battuto, una nicchia per larario e un manufatto di forma circolare, che si ipotizza sia la base di una macina, e quasi certamente utilizzato per riporre gli utensili e la suppellettile.

Nell’adiacente vano con pareti e pavimento in cocciopesto, ballatoio e numerosi alloggiamenti per le mensole, sono stati rinvenuti un dolium, alcune anfore e i resti di una serratura metallica. Il triclinio, dalle pareti a fondo nero affrescate, con edicole e pannelli sottolineati da colonne bianche, decorati mediante vignette centrali con frutti e cigni, è dotato di un pavimento in marmo, al centro del quale si trova un motivo geometrico realizzato con tessere bianche e nere. Nella parete occidentale, nelle due nicchie ai lati della porta, sono stati rinvenuti una bottiglietta in vetro, una falce, la lama di una sega e alcuni elementi in bronzo della serratura. Una scala, sostenuta da tre arcate conduceva al piano superiore della fattoria. Insomma, si tratta di un vero e proprio tesoro archeologico sconosciuto ai più. «Mediante questo accordo – spiega Nicola Mercurio, Presidente della Commissione consiliare “Turismo e Cultura” della cittadina abatese, che da anni si batte per l’affido al comune del sito archeologico – la nostra cittadina potrà aprire un importante capitolo per il suo futuro sviluppo culturale, turistico ed economico. Quest’area sarà il nostro fiore all’occhiello». L’accordo prevede un affido decennale, rinnovabile.

L’area su cui si estende la villa scavata è pari a circa cinquecento metri quadri; mille e trecento metri quadri è invece la superficie totale occupata in antico. Resterebbero dunque da indagare e scavare ancora circa ottocento metri quadri di terreno. La soprintendenza di Pompei, difatti, si è riservata la possibilità di poter intervenire per riprendere le indagini in qualunque momento. Nella villa, le cui tracce emersero all’indomani di un forte temporale che colpì la zona, nel 1974, vennero trovati anche due scheletri. Forse si trattava di lavoranti stagionali o dei guardiani della fattoria rimasti uccisi nel corso dell’eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo. La villa difatti, era stata ricoperta da circa tre metri di lapilli e cenere espulse dal Vesuvio durante quella eruzione. Un particolare interessante, oltre alle belle decorazioni di cui era ricca la villa è una nicchia larario sul cui intonaco era rappresentato un sacrificio a Marte, il dio protettore dei poderi.

Carolina Esposito

GRAFFITO VILLA CUOMO VILLA CUOMO  (2) VILLA CUOMO  (3) VILLA CUOMO LARARIO ESTERNO DIPINTO VILLA CUOMO S.ANTONIO

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