Gragnano: intitolare la biblioteca alla vittima della camorra

227

vincenzo zurlo, presidente legalmenteitalia«Bisogna imparare a coltivare la memoria soprattutto dei più giovani attraverso l’insegnamento e la scoperta di quegli eventi che hanno segnato la storia della città». Lo ha detto il presidente dell’associazione “LegalmenteItalia” Vincenzo Zurlo a margine dell’incontro che si è tenuto presso la Biblioteca comunale di Gragnano per illustrare alla cittadinanza l’iniziativa, promossa dalla stessa Associazione, di intitolare il luogo di studio alla memoria di Michele Cavaliere, vittima innocente dei clan.

«Parafrasando Primo Levi – ha aggiunto Zurlo – dobbiamo noi tutti ricordare che “quello che è stato, in futuro, con il sonno della ragione e la mancanza di memoria, potrebbe ripetersi e verificarsi nuovamente”. Per questo, bisogna educare alla legalità e al rispetto dell’altro gli uomini e le donne di domani».

Al convegno hanno partecipato gli studenti della scuola secondaria di primo grado Fucini-Roncalli. Particolarmente apprezzato è stato l’intervento della giovane Annalidia. «La camorra raggiunge questi scopi diffondendo la paura – ha detto – e la si combatte con il contributo di tutti e senza isolare nessuno. La legalità bisogna imparare a conoscerla e diffonderla».

Presente tra gli altri anche Raffaele Cavaliere, figlio di Michele Cavaliere. Visibilmente commosso, Raffaele Cavaliere ha voluto ricordare la figura del papà e la dignità e i valori umani che gli ha trasmesso. «Sono stato abbandonato da tutti, mi sono sentito solo dopo l’omicidio», ha ammesso sperando però in una ripresa civica della città di fronte allo strapotere e all’arroganza della criminalità organizzata.

Hanno partecipato all’evento inoltre: il sindaco di Gragnano Alberto Vitale; i consiglieri regionali Alfonso Longobardi ed Enza Amato; l’ex presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo. Tutti hanno portato la testimonianza di un impegno a più livelli delle Istituzioni contro il crimine.

Il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano ha auspicato, invece, una sempre più netta linea di demarcazione tra il lecito e l’illecito soffermandosi sulla necessaria consapevolezza di scegliere da che parte stare e ribadendo che la sfida dell’attuale Governo è sull’aggressione ai beni ed ai capitali mafiosi.