Gragnano, allarme inquinamento: il Vernotico diventa verde

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Le acque del torrente che scorre lungo la città della pasta sono diventate di nuovo verdi. Non si tratta di un miracoloso fenomeno naturale bensì dell’ennesima conseguenza dell’assenza di depurazione dei corsi d’acqua interni che poi sfociano direttamente sul litorale stabiese senza alcun tipo di depurazione.

Un fenomeno che, a Gragnano, anno dopo anno diventa sempre più inquietante. Il Vernotico – corso d’acqua che nasce sul versante napoletano dei Monti Lattari – negli ultimi anni è infatti colpito da un crescente inquinamento di scarichi liquidi di colorazione varia. Agli scarichi fognari di origine urbana che sfociano direttamente nel torrente Vernotico ed affluenti, provenienti dalle abitazioni delle frazioni gragnanesi di Caprile, Aurano, Castello, si aggiungono gli scarichi fognari dei comuni a monte come Lettere, Casola, Pimonte.

Una situazione inaccettabile da tempo segnalata dalle associazioni del territorio. Due anni fa, nel 2014, sempre tra gennaio e febbraio, il Vernotico divenne addirittura blu elettrico, colorazione che destò talmente scalpore da far intervenire il programma “Striscia la notizia”. In quel periodo Legambiente presentò una serie di esposti e denuncie presso la procura di Torre Annunziata che affidò le indagini alla capitaneria di porto ed al Corpo forestale dello Stato. I controlli portarono alla chiusura di alcune attività abusive nelle località di Iuvani e Pimonte, che secondo i rilevamenti sversavano materiale vario nei corsi d’acqua. Il fenomeno era pertanto diminuito, almeno per tutto il 2015, fino ad nuovo riacuirsi del problema.

Le conseguenze di tale situazione sono molteplici, a cominciare dal danno ambientale che sta portando alla scomparsa di numerose specie di animali, piante ed insetti tipici della zona dei Monti Lattari. Lo sviluppo turistico della Valle dei Mulini, lungo la quale scorre il Vernotico, è gravemente compromesso senza dimenticare il fatto che questa acqua sfocia nel mare senza alcun tipo di depurazione. A tutto questo si aggiungono i danni provocati alla salute umana, perché l’acqua inquinata non scompare e in un modo o nell’altro entra nel ciclo naturale.

Carmine Iovine

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