D’Anna (Ala): ” lo Stato di Israele ha diritto di vivere”

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vincenzo d'anna
“Il gruppo ALA si associa nel ricordo di questa triste giornata che richiama alla memoria la tragedia umana che ha devastato l’Europa con l’eccidio e la deportazione di milioni di ebrei.

Tuttavia, più che compiere un gesto di mera rimembranza, dobbiamo evitare che si passi ad un altro eccesso. Ritengo, infatti, esagerato arrivare addirittura ad impedire, attraverso una legge, la negazione di un fatto storico che in quanto tale, è sancito appunto dalla Storia”. Lo ha detto il senatore Vincenzo D’Anna, portavoce di ALA (Alleanza Liberalpopolare Autonomie), intervenendo in Aula nell’ambito della celebrazione del “Giorno della Memoria”.
“Compito del Parlamento e della politica – ha spiegato D’Anna – non è sanzionare chi afferma o nega determinati argomenti, bensì adoperarsi affinché i contesti siano tali da non potere generare, anche in questo secolo, gli eccidi che i totalitarismi (il comunismo, il fascismo, il nazionalsocialismo) hanno prodotto nel secolo scorso.

Quindi, trovo motivo di perplessità allorquando, in pompa magna, noi riceviamo il Presidente iraniano, il quale, un giorno sì e l’altro pure, continua a ribadire che il senso e lo scopo della rivoluzione degli ayatollah è la soppressione dello Stato di Israele”. Per D’Anna: “ci sono due cose che meritano serietà: il dolore e il cordoglio al dolore stesso.

 

Quindi, più che geremiadi o produzione di altra carta, in termini di proposte di legge, da affidare alla critica divoratrice dei topi delle soffitte del Senato, sarebbe stato bene che qualcuno avesse ricordato a Rouhani che lo Stato di Israele, come tutti gli altri Stati, ha diritto di vivere, così come hanno diritto di non essere perseguitati, offesi ed emarginati dal contesto internazionale gli ebrei a causa della loro fede”.
“Ribadire, dunque, una critica ad un atteggiamento contraddittorio, che il Governo ha posto in essere non più tardi di ieri, credo sia la migliore commemorazione che si possa fare di questa tragedia della storia che nasce dai compromessi, perché gli affari sono affari, come dice Gentiloni” ha concluso D’Anna.

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