Gragnano, crisi politica: in primavera si torna al voto, le dimissioni di Vitale sono irrevocabili

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Gragnano Municipio 20Una conferenza stampa per spiegare le dimissioni del sindaco facente funzioni e fare un punto della situazione, quella che si è svolta stamattina nello studio legale del consigliere Giulio Pepe. Oltre ai giornalisti, presenti Cimmino, Vitale, gli assessori Perna, Di Martino e Bernardo ed i sei consiglieri rimasti fino alla fine fedelissimi alla ormai ex maggioranza consiliare.

L’ineludibile epilogo dell’acuirsi di una crisi politica iniziata due giorni fa con le dimissioni dell’assessore Sicignano e la fuoriuscita dalla maggioranza di quattro consiglieri: D’Auria, Mascolo, Cavaliere e Sorrentino. Dopo poco meno di venti mesi si conclude la storia di un’amministrazione comunale iniziata con il pesante fardello di una procedura di ineleggibilità nei confronti di Paolo Cimmino, che oggi ha dichiarato: “Devo ringraziare tutti, sia i consiglieri di maggioranza sia quelli di minoranza, gli assessori e tutti i dipendenti comunali. E’ merito dell’intera amministrazione comunale se in questi mesi, al netto delle tante difficoltà, siamo riusciti a raggiungere obiettivi importanti come l’approvazione del Puc, il ritorno degli uffici del giudice di pace, il progetto per la riqualificazione dell’ex carcere e dell’isola ecologica, il completamento dello stadio di calcio, il finanziamento per il museo della pasta, la manutenzione delle strade, l’implementazione e l’installazione del sistema di videosorveglianza. Fin dall’inizio abbiamo dato un forte segnale con la riduzione delle spese di rappresentanza. Ora ci prepareremo alle prossime elezioni per completare il nostro programma. Vorremmo ripartire dagli obiettivi che non siamo riusciti a raggiungere, innanzitutto dal recupero della Valle dei Mulini”.

I vari presenti prendono la parola, l’atmosfera è molto pacata, considerando che, vista la situazione, poteva prospettarsi una reazione molto tesa. Dai volti si denota un forte rammarico per come sono andate le cose anche se a quanto pare non ci sarebbero rimpianti, come ci tiene a sottolineare lo stesso Vitale: “Non abbiamo rimpianti, in questi mesi abbiamo lavorato per la città. Abbiamo preso atto delle dimissioni dell’assessore Sicignano e dei quattro consiglieri che hanno deciso di lasciare la maggioranza. Il dispiacere maggiore consiste nel venire a conoscenza dai giornali che la rottura e le incomprensioni risalivano addirittura ad ottobre 2014. Non capiamo nemmeno le affermazioni di chi ha parlato di delegittimazione, negli ultimi sei mesi, dell’assessore Sicignano. La situazione ci lascia perplessi perché se c’erano incomprensioni così forti dal punto di vista politico e personale, non capiamo perché non siano state manifestate prima. Allo stesso tempo notiamo una contraddizione di fondo, leggo di una loro partecipazione attiva negli obiettivi raggiunti dall’amministrazione comunale, se hanno partecipato così attivamente perché allora dichiarano di essere stati estromessi dall’azione di governo? Noi abbiamo sempre riconosciuto i meriti di tutti, il nostro è stato infatti un lavoro di squadra”.

Non sono mancate le assunzioni di responsabilità, come per il recente caso dell’accorpamento degli istituti scolastici dove si è riconosciuto un errore di metodo nel prendere una decisione che ha scatenato numerose polemiche. Così come si è riconosciuto il ruolo della cittadinanza attiva, in particolare di tanti genitori, nella risoluzione di una spinosa questione come quella del trasporto scolastico.

Ora l’amministrazione avrà venti giorni di tempo per portare a termine formalmente il proprio mandato, dopodiché sarà nominato un commissario prefettizio fino alle prossime elezioni primaverili. Dopo Castellammare di Stabia anche Gragnano si appresta quindi a subire la precoce, e dolorosa, sospensione di un’amministrazione comunale legittimata dal voto popolare.

Eppure potrebbe esserci un ulteriore colpo di scena, quello della decisione della Cassazione. Il ricorso di Cimmino ha superato infatti lo scoglio del cosiddetto filtro di ammissibilità della Cassazione, fatto questo che dimostra come non sia del tutto improbabile una decisione che potrebbe addirittura ribaltare le precedenti sentenze in primo e secondo grado. Ipotesi considerata anche da Vitale: “La sesta sezione della Cassazione ha dichiarato ammissibile il nostro ricorso, quindi significa che potrebbe anche ribaltare le precedenti decisioni. Considerata tale possibilità, fin dall’inizio avevamo deciso di continuare e – anche dopo il deposito della sentenza d’Appello -l’intera maggioranza si era dimostrata compatta. Considerata la situazione attuale, non possiamo far altro che voltare pagina e prepararci alle elezioni”.

 

 

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