Ancora tempi lunghi per il lungomare di Castellammare

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CastellammareRimane un’incognita il completamento dei lavori di restyling del lungomare di Castellammare di Stabia. Dopo aver inaugurato il primo lotto della villa comunale a ridosso delle festività natalizie, gli operai non sono più entrati all’interno del cantiere. Il motivo? Problemi burocratici. Sempre gli stessi.

Da quasi due mesi, non si è fatto più nulla: tutto sembra ormai abbandonato a se stesso. Le problematiche sorte in quest’ultimo periodo riguardano, come già successo in passato, il progetto che era stato presentato (e validato) dall’Ati con capofila la Ma.Mi. di Milano alla quale inizialmente erano stati affidati i lavori. Considerato che dopo quasi due mesi la villa era stata letteralmente bloccata senza mai iniziare sul serio a lavorare, l’ex sindaco Nicola Cuomo decise di rescindere il contratto lavorativo con la precedente ditta per affidarlo alla RF Appalti la quale si impegnò di consegnare ai cittadini almeno una parte del lungomare per fine anno.

La promessa è stata mantenuta, è vero, ma la restante parte? Per motivi non molto chiari, la ditta non ha potuto continuare il lavoro e ha dovuto proporre un nuovo progetto e sottoporlo ad una nuova validazione. Inevitabili sono state le prescrizioni (ben sette riscontrate da una società di validazione esterna al comune) proprio a carico della RF Appalti obbligata, quindi, a presentare le relative controdeduzioni. In tempi brevi, tutto dovrebbe essere spiegato nei minimi dettagli e si spera che si possa continuare nell’opera di restyling. Intanto in città le polemiche e la sfiducia sia nella ditta, sia nel comune è tanta.

Infatti, nel primo tratto inaugurato, i mosaici che sono stati realizzati mostrano già i primi segni di cedimento a causa del continuo calpestio (alcuni di essi sono quasi del tutto scoloriti). Ma nonostante ciò, nessuno ha dimenticato le parole di Nicola Cuomo che, alla ripresa dei lavori disse:” Nel 2016 gli stabiesi avranno la loro villa”. Ad oggi, sembra veramente un’utopia.

Gennaro Esposito