Camorra scatenata a Napoli: è guerra aperta

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Ormai non si ragiona più in termini di periferia a rischio e centro d’elite: ovunque è guerra aperta, ovunque si spara a qualsiasi ora del giorno con spavalderia inaudita. Ormai appare evidente come giovani criminali tentino di conquistare spazi e potere opponendosi alle vecchie gerarchie della camorra.

Forcella, Scampia, Cavalleggeri: aree di conflitto mafioso dove a prevalere è la logica del più spietato, dove si macchia l’asfalto di sangue anche solo per una parola di troppo a qualche boss della zona e soprattutto dove anche poco più che ventenni si può criminalmente divenire leader di grosse organizzazioni malavitose. I capi storici del “sistema” non rimarrebbero però passivamente a guardare il proprio declino mafioso: alcune recenti scarcerazioni avrebbero infatti indotto qualche giovane aspirante camorrista a lasciare la città guadagnando tempo per poi scappare all’estero. Troppi gli arbitri messi in essere da quelli che sino a pochi anni addietro erano semplici picciotti della camorra, troppo tradita la fiducia dei vecchi boss perché gli sgarri restino impuniti.

Chi vive ai margini della malavita sussurra discretamente: “la vecchia camorra è lenta ma non dimentica nulla: i leoni sono feriti ma ancora in vita”. Da brividi certe dichiarazioni se si tramuta il senso delle stesse nella ferocia con la quale i vecchi capi potrebbero improvvisamente riprendersi il territorio.

Insomma una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere da un momento all’altro in tutta Napoli: tremano gli onesti cittadini nel terrore di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato.

E le istituzioni? Quelle indigene troppo prese dalla campagna elettorale per le ormai prossime amministrative locali per dar peso concretamente all’emergenza sicurezza, quelle nazionali preoccupate solo di militarizzare Napoli manco fossimo a Beirut in pieno conflitto bellico senza investire minimamente risorse e uomini in concrete campagne di prevenzione.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.