Gragnano: la Telecom deturpa il monumento storico

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A via Quarantola, Gragnano, c’è l’ultimo arco napoleonico della Campania. Un monumento dal valore inestimabile, pericolante fino a poco tempo fa, finalmente restaurato dopo anni di segnalazioni e denunce. I cultori del territorio gragnanese ora stanno cercando di vincere un’altra battaglia, solo in apparenza più semplice rispetto a quella che ha portato prima alla messa in sicurezza e poi al restauro del bene. Un armadio Telecom è infatti da tempo installato all’ingresso dell’arco, deturpando il monumento storico.arco via quar

Si tratta di un arco in stile neoclassico, modellato su esemplari francesi in voga nel periodo napoleonico. L’arco costituiva un tempo il monumentale accesso alla masseria Cardone, composta da 40 ettari di terreno fertilissimo, piantato a frutteti e vigneti. Alle sue spalle, troneggia ancora oggi un pino secolare che segnava il confine della proprietà agricola.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto diverse pressioni – ha dichiarato lo storico Giuseppe Di Massa, presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano “Alfonso Maria di Nola” – per far restaurare il portale perché poteva crollare da un momento all’ altro. Sia ai vari sindaci succedutisi, poi alla Soprintendenza (dei beni architettonici di Napoli ndr). Abbiamo anche chiesto di vincolarlo come bene artistico e storico. A questo punto dopo aver indirizzato alcune lettere alla Commissione Straordinaria che nel 2014 governava la città, ne inoltrai una con toni particolarmente pesanti, con la quale li mettevo in guardia in quanto responsabili di non aver preso provvedimenti in caso di crollo, dato che in quella zona passano decine di studenti a piedi essendo il portale al centro di un complesso di istituti scolastici. Quelle pressioni incessanti da parte nostra e di altri, sono servite per ottenere finalmente il restauro dell’arco, completato pochi mesi fa”.
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A restauro completo, con un arco che mostra la sua splendida fattura, laddove potrebbe esserci un cartello con informazioni storiche c’è invece un orribile armadio Telecom. Un pugno nell’occhio per chiunque, figuriamoci per chi si è battuto personalmente per il restauro del monumento.

Il centro di cultura “Alfonso Maria Di Nola” ha perciò scritto una durissima lettera, indirizzandola direttamente alla direzione generale della Telecom: “Da diversi anni vi è questo armadio posto dalla Telecom. Già nel 1997 inviammo alla locale direzione della Telecom una sollecitazione in tal senso. Recentemente, mentre erano in corso i lavori di restauro del monumento, gli operai che stavano posando i cavi per la telefonia a banda larga, si sono infilati sotto l’impalcatura inserendo i nuovi cavi e posizionando anche una colonnina di servizio adiacente. A nostro parere tale operazione fu effettuata senza chiedere alcun permesso al comune di Gragnano.

La Telecom locale, nonostante avesse ricevuto assicurazioni dal Comune circa la disponibilità alle spese di scavo e alla risistemazione della pavimentazione stradale, dato che si era deciso di spostare l’armadio dall’altra parte della strada, da mesi sta mercanteggiando per addebitare al comune anche le spese dei cavi.

Dato che questa telenovela assurda va avanti da anni, facciamo un appello di voler intervenire presso i locali uffici, per farli desistere a questo braccio di ferro. In altre parti d’Italia leggo che Telecom sponsorizza addirittura i restauri, qui ce li sta sabotando”.

Vedi anche https://www.ilgazzettinovesuviano.com/2014/04/05/crolli-dellarco-di-via-quarantola-e-il-mutismo-delle-istituzioni/

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