Il nipote del boss Valentino muore in ospedale. Ancora malasanità a Boscotrecase?

314

ospedale boscotrecaseLa notizia ha fatto clamore subito per il nome del malcapitato protagonista dell’ennesima, “strana”, tragedia consumatasi all’ospedale di Boscotrecase.

Aldo Gionta, nipote del boss Valentino e cugino dell’omonimo boss “poeta”, doveva essere operato per la semplice riduzione di una frattura alla gamba sinistra, ma appena dopo l’anestesia spinale è andato in arresto cardiocircolatorio ed è deceduto un una delle sale operatorie al terzo piano del “Sant’Anna e Maria SS. Della Neve”.

Nei giorni scorsi, Aldo Gionta, 47 anni, era stato vittima di un incidente stradale, investito da una ragazza alla guida di un’auto nei pressi di piazza Cesaro a Torre Annunziata, riportando la frattura di tibia e perone. Di lì il ricovero in ospedale dove questa mattina era previsto l’intervento chirurgico. Erano all’incirca le 10 del mattino quando ormai tutta la città oplontina è stata invasa dalla notizia delle complicazioni sopraggiunte nel corso dell’intervento: un infarto.

Sul posto in breve sono giunti sia i carabinieri che poliziotti e inevitabilmente i parenti dell’uomo, molti dei quali avevano appreso la notizia dai social network che già pochi minuti dopo riportavano la tragica notizia. Alla conferma dell’avvenuto decesso tante le urla, le proteste, anche vibranti con colpi e pugni di rabbia che però non hanno prodotto danni alla struttura ospedaliera e tante, tante persone con le lacrime agli occhi. In tanti non riuscivano a spiegarsi quanto accaduto. Qualcuno parlava dei 47 anni appena di Aldo, qualcun altro inveiva contro l’ospedale chiedendosi “…perché non lo chiudono”.

boscotrecaseIn effetti ancora una volta qualcosa è andato storto questa mattina in via Lenze, in quell’ospedale troppo spesso al centro della cronaca, di notizie di malasanità, un questi ultimi anni. L’operazione, questa mattina, non è nemmeno cominciata quando Aldo Gionta è morto per un infarto. Sembra che l’uomo soffrisse di disturbi cardiaci e che l’anestesia gli sia stata fatale. Ma se fosse così come è possibile pensare che i medici non abbiano preso le giuste precauzioni per evitare il fatale epilogo?

Erano le 13,00 all’incirca quando la cartella clinica è stata posta sotto sequestro dalle autorità giudiziarie, subito dopo la salma di Gionta è stata trasferita presso l’obitorio del “San Leonardo” di Castellammare di Stabia dove sarà eseguito l’esame autoptico.

Per il momento solo ipotesi, solo dopo l’autopsia disposta d’ufficio dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sarà possibile dare un quadro più definito di quanto successo in sala operatoria.