Castellammare: gli studenti nel bene confiscato alla camorra

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12733401_10207256719034186_3237864821575152704_nIl presidio area stabiese di Libera ha incontrato le delegazioni degli istituti superiori del territorio. Sessanta studenti provenienti dagli istituti Ferrari, Plinio Seniore e Severi, hanno trascorso la mattinata con i volontari di Libera presso il bene confiscato Asharam, nel quartiere di Santa Caterina.

‘Impegno’, ‘memoria’, ‘antimafia’ queste sono le tre parole con le quali ha esordito, davanti ad una platea di suoi coetanei,  Giuseppe Trotta, giovanissimo referente del presidio stabiese di Libera. Un brainstorming molto coinvolgente. A queste tre parole iniziali, scritte su cartelloni, se ne sono infatti aggiunte molte altre, individuate e scritte dagli stessi studenti: responsabilità, giustizia, legalità, lotta, collaborazione, obiettivo, perseveranza, novità. E’ proprio l’ultima parola, “novità” ad essere molto significativa. In effetti parlare di questi argomenti – antimafia, impegno civile, memoria delle vittime innocenti delle mafie – farlo con dei progetti a lungo termine e non estemporanei, rappresenta una novità per Castellammare di Stabia. In effetti da qualche anno non si affrontavano tali tematiche inserendole in progetti a lungo termine. vlcsnap-error410

«La costituzione di un coordinamento territoriale di Libera, costituito da associazioni, scuole e realtà parrocchiali, significa avere la possibilità di non vivere più nell’indifferenza. Il 30 ottobre scorso, con l’inaugurazione del presidio stabiese abbiamo in effetti colmato un vuoto. Non esistevano strumenti capaci di convogliare energie, idee, conoscenze da offrire alla comunità, partendo soprattutto dai più giovani. Ora ci sono ed è il momento di decidere da che parte stare».vlcsnap-error516

L’incontro è avvenuto in un luogo significativo come l’Asharam – bene confiscato nel 1996 alla criminalità organizzata – dal 2007 gestito dall’associazione La Casa della Pace e della Nonviolenza. Oltre ad ospitare persone in difficoltà abitativa, l’Asharam è sede operativa di alcune della associazioni più attive nell’area stabiese: il presidio Libera, il circolo Legambiente Woodwardia e Gli Amici della Filangieri. Queste associazioni che vivono l’Asharam da diversi anni hanno tutte una simile impostazione: gestite da giovani e giovanissimi, propongono progetti a lungo termine e non autoreferenziali o estemporanei.liv

Lo stesso Giuseppe Trotta, l’anno scorso era studente del liceo Severi, mentre oggi – dopo aver conosciuto l’Asharam e quello che rappresenta – è impegnato a sensibilizzare ed informare ragazzi della sua stessa età: «Con i ‘100 passi verso il 21 marzo’ abbiamo creato un calendario di incontri con i quali informare i ragazzi partecipanti – continua Trotta raccontando il progetto in corso – volevamo evitare di portare gli studenti direttamente alla manifestazione del 21 marzo senza una sensibilizzazione preliminare».IMG_5731

Santa Caterina è un quartiere difficile, molto difficile. Solo ieri, in un immobile a pochi metri di distanza dall’Asharam, i carabinieri hanno sequestrato diverse pistole ed un mitra. Eppure parliamo di luoghi che fino a pochi decenni fa accoglievano migliaia di turisti in visita alle terme e agli stabilimenti balneari. Oggi il quartiere ospita spacciatori e nasconde le armi, usando covi segreti o addirittura, notizia di ieri, i pannolini dei bambini. vedi:  https://www.ilgazzettinovesuviano.com/2016/02/12/castellammare-blitz-dei-carabinieri-rinvenute-armi-nel-rione-santa-caterina-2/11018880_966569383367653_8866108216321139489_o

Negli anni i criminali si sono organizzati stabilendo le proprie basi operative in abitazioni bunker, proprio come lo era l’Asharam. Ma parlare solo di criminalità sarebbe un errore grave perché Santa Caterina è anche altro. L’Asharam in otto anni ha ospitato migliaia di soggetti in difficoltà abitativa e stranieri richiedenti asilo. E’ sede delle associazioni più attive del territorio. A pochi metri di distanza, c’è anche la sede dell’Associazione Myo, che ha organizzato numerose manifestazioni culturali, le uniche in città. Santa Caterina, dimenticata dalle Istituzioni e dagli stabiesi, resta un quartiere problematico, ma ad oggi è l’unico luogo a Castellammare dove ancora si creano iniziative e si sviluppa l’opinione pubblica.

«Grazie all’incontro di stamattina e a quelli che seguiranno in futuro, anche gli studenti potranno contribuire nel percorso di crescita collettiva del centro storico e di conseguenza dell’intera città» conclude Giuseppe Trotta.12698164_1129209587103631_2167566595557939675_o

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