Castellammare: una firma blocca la rinascita del patrimonio archeologico

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Il direttore generale della Soprintendenza di Pompei, il professore Massimo Osanna, ha incontrato a Castellammare le associazioni ed i comitati impegnati per la promozione del patrimonio archeologico di Stabiae. “Cambiare con la cultura: valorizzazione e futuro del Palazzo reale di Quisisana e degli scavi di Stabiae” il tema dell’incontro – aperto alla cittadinanza – tenutosi il 23 febbraio, presso la sala Ruccello del cinema Montil. Un’occasione per fare il punto sui progetti di sviluppo del sistema archeologico stabiano, a cominciare dalla creazione del polo museale presso la Reggia di Quisisana.

Sono stati molti gli spunti offerti dal Soprintendente Osanna che, fin dall’inizio del suo incarico, ha dimostrato grande attenzione per Stabiae. Il dibattito, moderato dal giornalista Antonio Ferrara (presidente del comitato Scavi di Stabia), ha affrontato anche questioni come la nascita della scuola nazionale di archeologia, la tutela delle ville di Varano ed il potenziamento dei servizi al pubblico, anche in chiave di rafforzamento dell’offerta turistica di Castellammare di Stabia e del suo collegamento con il sistema pompeiano.

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“La zona archeologica di Varano, seppur protetta da vincoli urbanistici, negli ultimi decenni è stata devastata dall’abusivismo edilizio – ha dichiarato Osanna – in questo momento, oltre a progetti di sviluppo, siamo innanzitutto impegnati nel difendere l’area archeologica. Dobbiamo mantenere i vincoli urbanistici, difendendo le zone ancora non ancora aggredite dall’ abusivismo. Gli abusi edilizi hanno irrimediabilmente compromesso un patrimonio unico. Le ville di Varano, circondate da giardini  e parchi, erano immerse nella natura. Dobbiamo preservare quel poco che è rimasto e difendere quello che è stato finora salvato. Per questo ci stiamo opponendo con forza a tutte le richieste di limitare i vincoli”.

Il tema principale della serata resta tuttavia quello della creazione del museo presso la Reggia di Quisisana. L’antiquarium – stipato negli scantinati della scuola media in via Marco Mario – è  chiuso al pubblico dal 1997 per inagibilità. Una collezione che conta circa otto mila reperti sommersi dalla polvere e rovinati dall’umidità. “Il progetto per trasferire i reperti dell’antiquarium alla Reggia di Quisisana sarebbe eseguibile in pochi mesi. Dal ministero sono stati stanziati circa due milioni di euro per la creazione di un polo museale. Noi ce la stiamo mettendo ma se il comune di Castellammare non ratifica l’accordo di convenzione con la Soprintendenza, il progetto non può partire. La convenzione prevede la concessione in comodato d’uso di alcuni spazi del palazzo reale. Con la precedente amministrazione eravamo a buon punto, avevo persino portato all’ex sindaco una bozza di convenzione. La fine della consiliatura ha provocato una ulteriore sospensione e ora stiamo dialogando con il commissario prefettizio. La speranza è che si possa concludere questo procedimento prima della fine del governo commissariale perché se ciò non avvenisse il rischio è di un nuovo lungo slittamento”.S3130005

Una situazione a dir poco incredibile. Un progetto, quello della creazione del museo archeologico presso la Reggia di Quisisana, finanziato e praticamente pronto per partire ma bloccato da una “semplice” convenzione di comodato d’uso.  Le lungaggini di Palazzo Farnese, prima di Nicola Cuomo e ora del Commissario prefettizio non si spiegano. O meglio quelle di Nicola Cuomo non si spiegano, quelle del Commissario sono più comprensibili. E’ probabile infatti che il commissario non voglia prendere una decisione così importante alla vigilia delle elezioni. Una decisione forse di natura troppo “politica” per un governo commissariale.

Eppure il commissario Vaccaro ha dimostrato in queste settimane di essere molto sensibile alle richieste dei cittadini e delle associazioni ed in effetti, probabilmente, gli unici che potrebbero convincerlo a firmare la convenzione sono proprio loro: i cittadini. Proprio per questo nei prossimi giorni le associazioni protocolleranno una lettera con la quale si chiederà al commissario di fare il possibile per velocizzare la procedura e concludere – prima delle elezioni – la convenzione con la Soprintendenza.

Creare un museo a Quisisana avrebbe molte conseguenze positive, in primis dal punto di vista occupazionale e dello sviluppo turistico del territorio. Il vero obiettivo sarebbe infatti quello di creare una rete con gli altri siti di rilevanza archeologica del comprensorio. A tal proposito il soprintendente Osanna ha comunicato in anteprima l’idea di realizzare un museo medieovale all’interno del Castello di Lettere. Progetto già discusso con il sindaco di Lettere, Sebastiano Giordano. Un polo museale che potrebbe collegare Castellammare (Quisisana-Varano) a Lettere, magari coinvolgendo  altre zone di grande interesse storico-archeologico come la Valle dei Mulini di Gragnano o la chiesa di Pino di Pimonte.

Il colmo, tuttavia, sarebbe se partisse prima il progetto di Lettere, ancora da strutturare e finanziare, rispetto a quello di Quisisana già progettato da anni e persino finanziato dal Ministero.

Carmine Iovine

 

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