Castellammare: “Subito il Museo Archeologico alla Reggia di Quisisana”

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Associazioni culturali e cittadini si sono riuniti martedì sera 23 febbraio nella sala “Ruccello” del cinema “Montil”  di Castellammare per il convegno “Cambiare con la cultura: valorizzazione e futuro del Palazzo reale di Quisisana e degli scavi di Stabiae” promosso da Idea Città, Comitato per gli Scavi di Stabia, Funiculart, Legambiente Circolo “Woodwardia”, Centro di cultura e storia dei Monti Lattari al quale ha partecipato il direttore generale della Soprintendenza Pompei, il professore Massimo Osanna.

L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sui progetti di sviluppo del sistema culturale stabiano, a cominciare dalla riapertura del Museo Archeologico di Stabiae alla Reggia di Quisisana, della nascita della Scuola Nazionale di Archeologia e dalle iniziative per promuovere la tutela delle ville di Varano e il potenziamento dei servizi al pubblico, anche in chiave di rafforzamento dell’offerta turistica di Castellammare di Stabia e dei trasporti e del suo collegamento con il sistema pompeiano.

Punto essenziale di ogni ipotesi di rilancio dei beni culturali stabiani resta il trasferimento, presso il Palazzo Reale di Quisisana, dei reperti dell’intera collezione dell’Antiquarium Stabiano, fondato da Libero d’Orsi nel 1959 e chiuso al pubblico nel 1997. Sin dal 1994, anno della richiesta di finanziamento da parte del Comune di Castellammare di Stabia al Cipe per il tramite della Regione Campania, era chiara la destinazione della struttura a scuola di alta formazione in campo archeologico e del restauro e a sede museale, il tutto in stretta sinergia con la Soprintendenza Archeologica di Pompei, ente con il quale il Comune non a caso firmò (nel 1996) la convenzione per stilare il progetto esecutivo di restauro del monumento.

«Tale destinazione culturale è stata ribadita da tutte le amministrazioni comunali e dai sindaci che si sono susseguiti nell’ ultimo ventennio. È parte, pertanto, del sentire comune e della volontà della cittadinanza. Al termine del convegno del 23 febbraio – scrivono le associazioni in una lettera consegnata stamattina presso la segreteria del Commissario Prefettizio – sentiamo perciò l’esigenza di rivolgerLe un appello, anche alla luce delle considerazioni fatte dal professore Osanna, che ha assicurato la immediata disponibilità di 2 milioni di euro per allestire il museo archeologico e la copertura delle spese di manutenzione della parte del complesso di competenza, affinché il Comune firmi quanto prima la convenzione con la Soprintendenza Pompei, già nei prossimi giorni, consenta il pieno e corretto utilizzo dei fondi pubblici destinati da Cipe e Mibact al riutilizzo del Quisisana quale contenitore culturale, e avvii il trasferimento dei reperti dalla sede dell’ex Antiquarium di via Marco Mario nel Palazzo reale, sottraendoli agli evidenti rischi per la loro conservazione. La firma di tale convenzione è atto che, ci permettiamo sottolineare, concretizza un percorso condiviso da parte della comunità cittadina e dota Castellammare di Stabia di quella struttura culturale di riferimento di cui la città ha bisogno e che ogni Amministrazione comunale, da quelle passate a quelle che verranno, non potrà che salutare con favore e assumere come motivo di impegno e occasione di rilancio della collettività».

Il Museo Archeologico dovrebbe diventare il centro di correlate attività culturali che costituirebbero l’occasione per movimentare la vita del Museo e per favorirne la conoscenza a pubblico ancora più vasto. Creare un museo a Quisisana avrebbe molte conseguenze positive, in primis dal punto di vista occupazionale e dello sviluppo turistico del territorio. Il vero obiettivo sarebbe infatti quello di creare una rete con gli altri siti di rilevanza archeologica del comprensorio. A tal proposito il soprintendente Osanna ha comunicato in anteprima l’idea di realizzare un museo medieovale all’interno del Castello di Lettere. Progetto già discusso con il sindaco di Lettere, Sebastiano Giordano. Un polo museale che potrebbe collegare Castellammare (Quisisana-Varano) a Lettere, magari coinvolgendo  altre zone di grande interesse storico-archeologico come la Valle dei Mulini di Gragnano o la chiesa di Pino di Pimonte.

Il colmo, tuttavia, sarebbe se partisse prima il progetto di Lettere, ancora da strutturare e finanziare, rispetto a quello di Quisisana già progettato da anni e persino finanziato dal ministero.

Carmine Iovine

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