Terra dei Fuochi: subito una missione del Parlamento Europeo

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discarica terra dei fuochi“La Terra dei fuochi non può più aspettare. Ci vuole subito una missione del Parlamento europeo e l’Ue deve commissariare i fondi per gestire le bonifiche invece di affidarli alle commistioni politiche affaristiche italiane. La grave emergenza non può continuare ad essere sottovalutata e va affrontata con strumenti nuovi alternativi alle procedure d’infrazione adottate da Bruxelles”.

Sono queste le ultime battaglie sulla Terra dei fuochi, portate avanti dal portavoce del M5S Piernicola Pedicini nella Commissione ambiente e sanità del Parlamento europeo.

Pedicini ritiene ancora più urgenti queste necessità dopo la diffusione, a dicembre scorso, del nuovo allarmante rapporto dell’Istituto superiore della sanità sull’aumento del tasso di tumori maligni nei 77 comuni campani ricadenti nell’area della Terra dei fuochi.
Il rapporto, com’è noto, conferma, così com’era già emerso dallo studio epidemiologico “Sentieri” di qualche anno fa, che il tasso di mortalità nelle aree della Terra dei fuochi è superiore alla media nazionale, sia nelle donne che negli uomini, e la causa principale è da addebitarsi a tumori, malattie che colpiscono il sistema circolatorio, l’apparato respiratorio, digerente e quello urinario.
Per queste ragioni, secondo Pedicini, è necessario programmare in tempi brevi una missione europea della Commissione ambiente e sanità e, contestualmente, occorre spingere l’Ue ad adottare interventi straordinari che vadano oltre le inutili e scontate procedure d’infrazione.

“Le sanzioni che vengono comminate – spiega il portavoce del M5s – sono ormai diventate una prassi ordinaria che non producono nessun risultato reale. L’Ue – aggiunge Pedicini – deve trovare il modo di effettuare un vero e proprio commissariamento e fare in modo che le risorse economiche per le bonifiche non continuino ad essere affidate all’incapacità e alle commistioni delle autorità locali. Non può continuare ad accadere che chi doveva controllare ed evitare che l’emergenza si verificasse, è sostanzialmente lo stesso che oggi è chiamato ad effettuare gli interventi per risanare le aree contaminate dai rifiuti nocivi sversati ed occultati. In un territorio fortemente corrotto, queste criticità vengono mantenute in vita proprio per poter attingere a nuove risorse europee che poi alimentano il sistema politico affaristico locale”.

Da evidenziare che lo scorso anno, Pedicini ha anche presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea per chiedere com’erano stati utilizzati i fondi europei per le bonifiche assegnati alla Regione Campania. La Commissione Ue aveva risposto che in base alla Programmazione 2007-2013, alla Campania erano stati assegnati 140 milioni di euro per bonificare i siti contaminati, ma solo 8 milioni erano stati utilizzati. Ad oggi, non è ancora chiaro se e come sono stati utilizzati i rimanenti 132 milioni. Per tentare di capirlo, a gennaio scorso, la capogruppo M5s alla Regione Campania Valeria Ciarambino ha presentato, in collaborazione con Pedicini, un’interrogazione al governatore campano De Luca, in cui chiede di spiegare dove sono finiti i 132 milioni di fondi comunitari. Finora, però, non è arrivata nessuna risposta.

“Il M5s non può accettare tutto questo – conclude Pedicini -, un’emergenza ambientale e sanitaria di tale portata, che ha già provocato centinaia di morti e che ha devastato un’area dove abitano circa due milioni di campani, non può essere considerata come uno dei tanti problemi ordinari che rientra nella normalità quotidiana. Da troppi anni, si fanno incontri e convegni, in cui si piangono i morti, si denunciano gli errori e le responsabilità delle istituzioni, si fanno analisi e disgressioni accademiche e scientifiche, ma poi non succede nulla di concreto.

Ancora più grave è il silenzio degli altri eurodeputati italiani. In Italia fanno annunci propagandistici e a Bruxelles non muovono un dito per ottenere la missione europea nella Terra dei fuochi o per occuparsi in modo serio delle numerose emergenze italiane provocate nel corso degli anni dal malgoverno dei loro stessi partiti”.