Dopo il falso allarme bomba a Scafati, presentato il libro di Magdi Cristiano Allam

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magdi11Ancora teso il clima a Scafati per l’allarme bomba che stamane ha fatto piombare nel caos tutta la città.

Una brutta sorpresa è quella che stamattina ha fatto tremare gli scafatesi nella giornata in cui la biblioteca comunale “Francesco Morlicchio” ospita l’incontro con il noto giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano, Magdi Cristiano Allam per la presentazione del suo libro “Islam Siamo in Guerra”.

All’ingresso della biblioteca di via Leonardo Da Vinci infatti, il ritrovamento di un cavallino di stoffa, ha mandato tutti nel panico scatenando un allarme bomba per cui è stato necessario l’intervento di artificieri e forze dell’ordine per garantire la sicurezza della struttura.

Infatti, nell’Islam il cavallo è uno degli animali considerati impuri o potrebbe essere considerato un simbolo di sottomissione al volere di Allah; il collegamento con una possibile minaccia al giornalista e politico ha fatto sì che i professionisti mettessero in sicurezza l’area facendo brillare il cavallino di peluche anche se non è stata trovata alcuna traccia di esplosivo.

Per tutta la giornata la biblioteca e le strade ad essa collegate sono state blindate e controllate dagli uomini della polizia locale e dei carabinieri.
Alle 19, come previsto, si è tenuta la presentazione del libro che è proceduta senza significativi intoppi.

Il sindaco Aliberti commenta con queste parole l’iniziativa: “Scafati è una città aperta che guarda con interesse all’integrazione nonostante la faticosa giornata di oggi in cui vogliamo dire no alla guerra e no al terrorismo grazie alla presenza di questo grande uomo di cultura che abbiamo l’onore di ospitare”.

L’intervento di Allam ha toccato le strategie di islamizzazione dell’Europa e il terrorismo islamico globale, focalizzandosi sul questo preciso momento storico, definito da Papa Francesco come “la terza guerra mondiale”: “Una guerra senza confini di demarcazione perpetrata attraverso gli attenti delle micro-cellule terroristiche e il cui scopo è quello di sottometterci radicando in noi occidentali la paura.”
Una conclusione per nulla confortante quella del giornalista di origine egiziana, infatti per lui “le persone possono essere moderate, ma non l’Islam… verso la quale noi occidentali siamo troppo ignoranti ed ingenui”.

Un importante momento di confronto su uno dei temi più caldi del nostro tempo quello di oggi che però, tenendo conto del punto di vista dell’illustre interlocutore, rende forse ancora più difficile pensare all’integrazione con l’Islam e potrebbe rischiare di alimentare ulteriormente la paura, l’odio e il razzismo.

Raffaele Cirillo

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