A Scuola di OpenCoesione, il 5 marzo, all’Elia di Castellammare di Stabia

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opendatadayA Scuola di OpenCoesione[ASOC] è una sfida didattica e civica rivolta a studenti e docenti di istituti secondari di secondo grado: partendo dall’analisi di informazioni e dati in formato aperto pubblicati sul portale OpenCoesione, abilita gli studenti a scoprire come i fondi pubblici vengono spesi sul proprio territorio e a coinvolgere la cittadinanza nella verifica e nella discussione della loro efficacia.

iti eliaL’Istituto Tecnico Industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia è tra le 120, scuole selezionate in tutta Italia, che partecipano a questo progetto di monitoraggio civico e data-journalism in grado di implementare l’uso attivo delle dinamiche tecnologiche e online: “ASCUOLADIOPENCOESIONE”

Due le tematiche su cui gli alunni stabiesi hanno focalizzato la loro attenzione: -Il complesso termale Antiche Terme di stabia; -L’ex Casa del Fascio. Analizzando le informazioni fornite dal sito Opencoesione i giovani impegnati hanno riscontrato che i finanziamenti totali per la città di Castellammare di Stabia ammontavano a 113,2 milioni di euro, dei quali circa 12 milioni erano stati concessi per il restauro del complesso termale Antiche Terme, mentre per l’ex Casa del Fascio vi erano 6 milioni di euro.

terme di stabiaPer quanto riguarda le terme i ragazzi dell’Istituto di Castellammare hanno utilizzato, per descriverle, cinque parole chiave:

-Benessere: descrizione delle possibili funzionalità termali delle quali tutta la città potrebbe usufruire come un tempo.

-Tradizione: descrizione delle tradizioni fondamentali della città comprendendo l’origine delle fonti termali. Usate addirittura da Plinio il Vecchio, negli anni passati nell’antica Stabiae.

-Occupazione: concedeva la possibilità di lavoro per molte famiglie con dimora nella città e zone limitrofe.

-Turismo: attirando persone da tutte le parti del mondo.

-Simbolo: diventano simbolo della città dove organizzare spettacoli di tutti i generi e per tutte le età.

palazzofascioPer l’ex Casa del Fascio, le parole scelte sono state:

-Biblioteca e cultura: l’ex fascio era destinato ad una biblioteca comunale con aule aperte a tutti gli studenti e non solo per approfondire la loro cultura. Negli anni addietro è stata utilizzata non solo per fare ricerche ma anche come luogo di aggregazione sociale e scambio di idee e ipotesi di pensieri.

-Paesaggio: la locazione dell’ex fascio si affacciava sul lungo mare con una veduta sul golfo. Inoltre lo stile littorio dell’edificio rappresentava chiaramente un paesaggio architettonico caratteristico degli anni in cui era stato costruito.

-Simbolo e Storia: essendo stata l’emblema del fascio essa rappresentava appieno le ideologie storiche politiche del tempo nella città.

Gli alunni, dopo aver illustrato i due progetti, hanno discusso per la scelta di uno di essi e nonostante le argomentazione riguardanti l’ex Casa del Fascio fossero molto valide, si è scelto la tematica Terme di Stabia in quanto reputata maggiormente interessante dal punto di vista anche sociale. Si è quindi scelto di monitorare la ristrutturazione delle Terme Stabiane.

Una volta scelto il progetto sono stati assegnati i divisi i ruoli e si è provveduto a scegliere il nome del gruppo ossia “Gli acquaioli” prendendo spunto da un’antica figura della città, cioè venditori ambulanti che vendevano le acque di Stabia, considerate già dai tempi antichi, acque apportatrici di benefici unici.

Per rendere facilmente identificabile il gruppo, il nome scelto è stato “BOYSWATER (Gli ”acquaioli” di Stabia). Il nome del progetto: “Le Acque perdute di Stabia”, un chiaro riferimento all’attuale mancata possibilità di fruire delle 27 fonti presenti nel complesso termale.

Il logo scelto è quello di un’antica brocca che realmente veniva usata nelle Terme per raccogliere le acque, con una mano protesa a contenere l’acqua come simbolo di aiuto alle acque sgorganti. Nonostante vi siano all’interno dell’istituto le competenze per progettare un logo in forma digitale, si è preferito realizzarlo con un disegno a mano libera in modo da rendere l’unicità e la non riproducibilità dell’idea originale.

Coordinati dai Docenti i giovani impegnati in questa esaltante esperienza hanno poi provveduto ad eseguire gli homework e hanno preso in carico il compito di creare account di classe, profili facebook e quant’altro necessario per il proseguo del progetto.

Domani, 5 marzo tutte le scuole partecipanti al progetto organizzeranno una manifestazione “opendataday” di sensibilizzazione per gli opendata. Non poteva mancare a questo appuntamento la scuola stabiese con in testa il dirigente scolastico dottoressa Giovanna Giordano e la prof. Virginia Scarpato, referente per il progetto di OpenCoesione, presenterà quanto fatto finora nella sala Italo Celoro dell’Istituto alla presenza di esperti del settore e di rappresentanti istituzionali.

Per tutte le informazioni sul lavoro svolto dagli studenti dell’Elia e per approfondire le tematiche trattate è possibile visitare la pagina dedicata al progetto stabiese al seguente indirizzo: http://www.ascuoladiopencoesione.it/blog-scuole-1516/?team=1357